Spiaggia solitaria
Sulla terrazza ancora
s'accese l'estate:
stese la sdraio,
aprì l'ombrellone,
si fece avvolgere
da un abbraccio di calore;
con l'odore del rosmarino
(basta poco!) nel vaso
smosso dalla coda del cane,
avvertì aria di mare.
Quando riaprì gli occhi
all'orizzonte tremula
si allontanava la sagoma
di una nave lontana.
Il tempo, un angolo
acuto d'illusioni:
mai spiaggia era stata
per lui così solitaria.
Ora, placate le nubi,
il cobalto del cielo era
un bellissimo, infinito nulla.
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