L'inalienabile
Duilio Martino
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Sembra che i sassi assorbano trascorsi
per riproporceli più in là, ricordi.
La rivivo la vita ogniqualvolta
tra i ruderi m'inserro:
rivivo lievi e grevi e neri eventi:
verdi sguardi perduti,
I dismessi sorrisi, i sogni lisi
e - tra nubi più acute -
danze di falchi e d'ali ferimenti;
poi un fiore reciso
e - su tutto - uno sguardo ed un sorriso
tanto tenero quanto inafferrabile
un lume inalienabile
che nella amara notte mi rimane.
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L'autore
Duilio Martino
Commenti (2)
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Azar Rudif6 settembre 2014
Lascia un senso di rabbia, per me, quel girovagare tra i ruderi (incipit) e l'urlo che rimane nel finale dei versi. Versi che, nella loro brevità, lasciano sensazioni forti e atmosfere che ti inondano con forza e si toccano con mano.
Rita Stanzione6 settembre 2014
Scrutare in un paesaggio muto dolore e speranze, il provato e l'irraggiungibile, talvolta... grande introspezione, plauso all'autore


