L'amore oltre i confini dell'Io

La pioggia barbuglia
sgronda dal tetto delle sue malinconie.
Io dal mio caldo letto
cerco d’interpretare
lo scandire
di quel tintinnio senza senso.
Si affacciano immagini ormai consuete
di case sbiancate in rovina
tristezze e crudeli realtà,
un crocevia di volti e razze.
Difficile è scacciare visioni di dolore
biblica piaga
inferta da false preghiere e profitto.
La cattiveria domina l’oggi
e nel cuore dell’umanità;
cagiona ferite
che mai saranno rimarginate.
Il cuore sempre confida
nella speranza e sentimento d’Amore
che va oltre “l’Io” predominante.
La violenza è sovente causa di genocidio;
nell’odio intinge le sue radici.
Ma la pace si può costruire
da quell’amore che nessuno può insegnarti:
è dentro di te nel tuo spirito libero
nato dal ventre di eterne nascite.
E allora ... esigiamo credere
nella soluzione più bella:
cantare, sorridere, abbracciarsi
orlare e intessendo
di gugliate lucenti la nostra Anima.
Fare in modo che la pace non sia un sogno
irraggiungibile, ma un desiderio
realizzabile nell’abbraccio che accomuna:
come un seme sparso
che s’insinua e fiorisce fra la dura roccia.
La pioggia ha smesso di scendere,
ed io continuo il mio veleggiare
fra le onde di mare dei miei pensieri;
come un gabbiano
vado in cerca d’ogni traccia d’Amore.
©
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