E non sono più io
Ho perso la stima di me
nel poligono di tiro
della mia coscienza
era l'alba
di un sogno quasi inutile
e vagavo come gli zombi
in cerca dell'appartenenza.
Non ricordo bene
quanti cadaveri
ho dovuto seppellire
alcuni li porto sulle spalle
altri negli occhi e nel sangue
mi graffiano la schiena
le voci bianche
mentre il cuore batte
e come un usuraio
chiedo pegno alla mia intelligenza;
nel petto il fetore
di un'anima in decomposizione.
E non sono più io
piegato all'esistenza
ho pregato anche Dio
per allontanarmi dalla pestilenza.
Adesso che al mio fianco
siede uno sconosciuto
gli spiego le mie ragioni
ma lui è astuto
conosce le debolezze
degli uomini che vagano nelle tempeste
lui sa che non ho più certezze
appoggia le labbra sul mio collo
e aspira le ultime gocce
del fluido sincero
che avevo riservato
per l'agognato mio Paradiso.
©
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