Ultravioletto
Barbara Golini
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sono poggiati i gomiti
sul davanzale dell'ignoto
al di là dello steccato - rigorosamente in legno - alcune foglie s'agitano ma d'esse non s'accorge alcuno
al terzo piano lui sorride, sotto potrebbe esserci anche la morte...
(ho volato su lidi lasciando che il sole mi nascondesse)
al bivio girai a destra, d'istinto
terriccio umido ma fruttuoso
sfioravi l'infinito tra le betulle, non aveva odore quello spazio, la purezza non ha odore
stringevano un segreto le dita della tua mano...
(utravioletto il colore di quella immagine di te la stringevi in petto)
non ci avevano avvertito che la vita si morde, che la vita ti morde, che passa rapidamente su di te
avvolge i tuoi sogni in un manto macchiato e se ne va...
(immobile ancora immobile...)
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (2)
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G
Giuliano leandro loy7 settembre 2014
Le speranze e i sogni tornano insieme all'amore, e fuggono nuovamente, in un tornello di languide attese e facili promesse finché!!!!
Paola Galli9 settembre 2014
sono versi che incantano e rapiscono tanta l'intensità ed un senso profondo della vita!

