Prostituta

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (18)
Versi di un forte e crudo realismo... ben descritto questo turpe mercimonio in immagini e gesti... belli e profondi i versi finali . decisamente brava! ggc
Vendendo il proprio corpo in cambio di pochi spiccioli, si perde la dignità umana. E' un fenomeno il cui mercato va alla ricerca della purezza e delle fanciulle, per appagare solo momenti di piacere.
Versi di una veridicita' feroce, dove l'umanita' e la dignita' se ne sono fuggite vie. Il crudo realismo di questa poesia unitamente al tema trattato, che è bruciante nel contempo, emoziona, indigna, polverizza la parte più intima ed appagante dell'amore: il darsi, il ricevere, l'abbandonarsi completamente, fiduciosamente, sensualmente all'altro. La prostituzione esiste da quando esiste l'uomo, mavper fortuna, unitamente è esistito e spero eistera' sempre l'amore, quello vero! Credo che questo sia nche l'auspico di questa autrice sempre più brava a leggere i tanti risvolti della societa',come dell'animo umano. Mi ritrovo nei suoi versi e li condivido, oltre che apprezzarli.
Versi duri che graffiano l'anima ma che arrivano con tutta la loro forza. Poesia apprezzata per forma e contenuto.
versi che scuotono la coscienza di chi legge e speriamo anche di coloro che selvaggiamente e per avidità inducono molte donne a vendersi... commovente e reale tocca il cuore...
Versi che mi hanno fatto venire i brividi in quanto uomo, e mi sento un po' chiamato in causa. Lirica intensa e stupenda che forse non avrei voluto leggere per la sua crudezza. Mi complimento con la brava poetessa Daniela.
poesia bella e coinvolgente ma quanti aggettivi! Bella la chiusura con quella lapidazione infinita prospettata per una Veronica già piena di cicatrici .
Colpisce che questa bella e incisiva poesia sia stata commentata solo da uomini, forse si son sentiti chiamati in causa e han voluto condannare il freddo scambio monetizzato, ma le donne non hanno niente da dire? Come ben esprime l'autrice non bisogna mai scagliare la prima pietra, chissà dietro quel trucco pesante e quei vestiti che non riparano dal freddo delle ore notturne invernali d'attesa, chi puo' sapere quanto dolore esiste, che straccio di vita vivono ad esser usate come stracci senza la minima considerazione per la loro anima visto che interessa solo la carne, interesse fine a se stesso, chissà quanto si sentiranno svilite e tristi...
crudele come la verità,questa dedica al più antico mestiere che nasce secondo me dall'egoismo maschile dell'uomo che in ogni dove e momento deve trovare la prostituta per soddisfare quella che io chiamo la sindrome di re Salomone la possibilità estremamente egoista di molti e molti uomini. Un approfittarsi della "donna, della Femmina"Mi ha fatto molto riflettere.
felice di non aver perso questa intensa lirica... carne da macello che spesso viene costretta a vendersi a mettere sotto i piedi la dignità umana... nessuno dovrebbe giudicare, nessuno!...la mia lode sincera alla valente poetessa,,,
Incantata nel leggerla, versi che penetrano l'anima per la cruda realtà che descrivono. Un applauso alla brava poetessa. Lirica molto apprezzata.
grande pensiero poetico nell'ultimo verso non si chiede di giudicare poiché la musa della poesia in questo caso la prostituta si giudica lei priva di libertà e schiava della scelta di vita
Della prostituzione odio non il gesto immorale peccaminoso ma solo lo sfruttamento, i vantaggi maggiori che ne ricavano terze persone!
Bella e potente poesia! Anche realistica e di sottile amarezza. Si può vendere il proprio corpo ed il proprio essere in molti modi. Vendere il braccio o la mente, la propria forza, la bellezza, il sapere. Fa più impressione concedere il nostro sesso, la parte più viva ed intima di noi stessi. Colpisce sempre pur essendo l'attività più antica del mondo... lapidazione mai, comprensione sempre! Ma anche bellezza... nella poesia, nelle parole... anche un "portico dismesso" può diventare il tempio di Venere!
tema molto sentito e attuale, discorso da sempre... affrontato parole crude e sentite in quest'opera molto intensa... voglio esprime il mio pensare... non condanno, anzi mi gratifico della fortuna avuta ... di non aver avuto mai bisogno di vendere il corpo, per sopravvivere a questa vita, così dura per molte donne, meno fortunate... Credo fermamente che a nessuna donna piace avere rapporti senza amore... e coloro che lo fanno sono costrette dalle circostanze... e dalla fame... bisognerebbe aiutare queste donne ...tutelarle dallo sfruttamento... Vendere il corpo fa male all'anima... anche questo da valutare... dispiace pensare a queste donne, che senza sentimento devono vendere il proprio corpo... apprezzata ...elogio
Tema, questo della prostituzione, molto delicato, difficile da dipanare. Ed invece la Poetessa lo affronta con soave leggerezza, senza accusare, senza criticare ma lasciano che la protagonista si racconti lei stessa, autocriticandosi senza attenuanti ma invitando a non sparare sulla Croce Rossa: così tanti sono i lividi sul suo corpo, le ferite nel suo cuore, le lesioni nella sua anima che nessun lettore, e meno che mai chi scrive, ha il coraggio di scagliare la prima pietra. E sono sicuro che legegndo questa bellissima poesia non ci sarà nenache nessuno che scaglierà l'ultima. Poesia veramente bella, che fa riflettere su una delle più virulente piaghe dei nostri dramamtici e problematici tempi! Complimenti all'Autrice!!
Tema molto sentito, che la poetessa svolge in versi delicati, rendendo partecipe il lettore. Credo fermamente che nessuno può o deve permettersi di giudicare, io personalmente non lo faccio, non so il perché della scelta! Plauso all'autrice di questa lirica che fa riflettere!
La poetessa calandosi nello stato d’animo della prostituta, desrcive alla perfezione con una lirica profonda e intensa che cattura il lettore nell’interezza della poesia.














