Città
Il sole bruno,
i volti bianchi dei cittadini,
cristalli di neve
nitidi di timore,
così impauriti, così perfetti.
Cellule impazzite
bianche di luce
bianche di malattia,
esposte merci a buon mercato.
Della perfezione è la paura.
Gli arti ritorti
nell’aria sferzante,
l’anima si perde nelle ossa.
Nella tua anima... e nella tua...
come una cantilena leggera
innescata
tra il silenzio e il rumore
si fa miseria
dei giorni e delle ore.
Questa primavera
è il mio inverno,
un cimitero di fiori
e di speranze.
Sento scricchiolare la tua vita,
la mia appare così solida,
più vera della stessa materia.
Forse potrei essere un pesce
appeso nell’aria,
così unico,
così essenziale.
Non ancora una qualsiasi
delle lacrime di questa pioggia
inesauribile, banale.
©
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli9 settembre 2014
introspezione originale e profonda ... versi finali positivi... speriamo che non si farà mai parte di lacrime di pioggia inesauribili e banali
