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Amore 9 settembre 2014 · lettura 2 min · 2383 letture

Noi che eravamo l'universo

massimo turbi 1245 poesie pubblicate
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Ti dipingo mia amata sulla tavolozza dei colori eclissati nell'angolo stropicciato dell'autunno ramato di nostalgia. oh mia pallida luna tu fosti il sigillo dei nostri incontri furtivi nelle Langhe profumate di mosto selvatico. Non v'è ritorno del sole che illuminò il chiarore della tua pelle tremante ed assetata delle mie carezze. Non vi son più le dolci tenere mani che avvolsero le labbra affamate di notti insonni dietro alle lucciole innamorate delle liriche che sciamavano tutto intorno a noi. Noi che fummo l'universo e tutto girava vorticosamente come ad urlare le nostre pene tra le mani coperte di sogni ora quei desideri sono labili nel deserto dove non v'è più acqua né follia. Ci sentiremo pazzi e nudi sotto questo cielo di memoria che ci tenne legati all'assurdo del vivere ogni gemito, ogni sussulto senza mai esserne stanchi. Non strappare i miei occhi oranti dal tuo viso, te li dono come pegno di questo amore maledetto delle ossa e della carne, tatuato a fuoco con i baci spezzati dalla luna nostra madre consolatrice. Scrivo a te, inginocchiandomi davanti alla bellezza dell'estasi per chiederti la grazia di poter dormire accanto alla tua ombra, cosi non possa aver paura della notte che sopraggiunge ad abbracciare il mio cuore innamorato.
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Commenti (1)

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Antonella1710 settembre 2014

il cielo diventa testimone di un grande amore... dolcissima lirica