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Amore 11 settembre 2014 · lettura 3 min · 2462 letture

Canto d'un Poeta errante in Vittima del Destino

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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In quest’ermo irrequieto or sempre errando e pelle selve e i fonti e i rivi io grido, avvolto nella Notte e in sonno blando e in strazio infìdo, e forse ‘l core istesso qui m’irrido, sono ‘l sasso che premo, e l’immolando che presso a Morte geme e in ansia e a un nido cupo e nefando, e in eterno e in funereo e in tristo bando per lande antiche e spettri e a ignoto lido e a’ serotine fronde - e quasi obliando - l’errar affido. Allor in questa benda vespertina e in sul sudario ombroso delle stelle come fossi un viandante e a un’alba alpina ne vado, e nelle grotte arcane mi poso, e mai si svelle un fiero sogno e crudo, e la mattina ne fia lontana ancora, e in queste celle l’aura è ferina. Infatti ‘l vento n’urla un dolce nome, e in fin l’Erebo ‘l scrive e in fin le pietre, e le foglie disposte e a terra come quel che fan l’etre, e in queste fronde oscure e meste e tetre ‘ve ‘l frassino ne mòve l’aspre chiome addolorante stringo or l’alte cetre, lugubri crome; e a te, fanciulla, dome singhiozzate parole e al Cielo canto, coll’arpa inquieta in mano, e al ciglio ‘l pianto!... A te che ti rispecchio in questa Luna, argenteo e cesio volto, e in questo lago, e in queste negre terre, e in questa runa su cui mi piago, a te che ai cieli ammiro e all’aër vago, come un astro si speglia a pia laguna, e a questa bieca ed empia in cui dilago la Notte bruna! Odimi, oh dolce e pura!... Le corde argentee e molli e in sangue vanno, de’i fiordi, oh ninfa, è questo un tristo affanno! Un giorno ti scorgevo e alle finestre col guardo e ‘l labbro ‘l viso ti lambivo, nello speglio del vetro - oh dolci destre! - e ti ferivo, e l’occhio tuo ammiravo, e ‘l crin festivo, nascostamente come un fior campestre che si cresce tra l’erbe e ‘l gran corrivo, e come alpestre e reo valico io giacqui, e in su’ ginestre a te nel sogno ‘l braccio ardente aprivo, e immobilmente io fui al suol rupestre e in cor lenivo. Così guardai l’imago e a’ vetri soli poiché mirarti in volto or non potevo, e al canto arcano e bel degli usignuoli per te fremevo; e ‘l Fato fu crudel... Non mi consòli?... Tu fosti un dì la Dea al giovin mio evo! Per te così scendevo viandante e spento e morto e ‘ve si gela, come un’alma d’un fiordo in su’ Tuonela, e in questo canto bevo la sorte arcana e trista d’un pio cigno, e pell’Alpi risòna un cieco ghigno, e ‘l foco in cui io n’ardevo in questa selva vola e si svanisce, e insonne ‘l sogno dolce s’avvilisce... Oh fanciulla tu ricorda se cor per me non hai, e nemmanco pièta che per te sola or muore ‘l tuo Poëta!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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