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Amore 12 settembre 2014 · lettura 5 min · 2655 letture

Rondò triste in Metro alternato - Un Affanno d'Amore

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Alfin dal freddo ciglio un pianto spremo, la Notte viene e tremo, e lì, nel cielo cupo, ormai non miro che ‘l mio sospiro, e nel pianto trascorro l’ore, e fremo e palpitando al seno d’un sogno molle e casto n’ho ‘l martiro; e sono folle. Vorrei che ‘l labbro avesse osar di dire, non bramo più sentire questo senso d’affanno, e questa Sorte pari alla Morte, vorrei abbracciarti, o cara, e proferire l’arcan del cor, dormire tranquillo e amato e in sonno e ancor più forte di questo Fato, vorrei che andasse via or questo tacere, silenzio amaro e fiere ore insane e gementi, e dirti al core che se’ ‘l mio fiore, vorrei saper compiute le preghiere dette in ansanti sere, proferite al Signor desiando Amore, Notti smarrite; e vorrei che l’abbraccio che tu speri che sognano i pensieri dorati e bei vi fosse, come un Sole sovra le viole di Primavera aprìca, come i neri cieli cogli astri fieri, come un brio che sorride al sen che duole pregando a Iddio... Oh sogno... oh sogno... oh chimera! Oh affanno eterno, freddo e gelato inverno! Oh cor che t’assassini... oh cor che muori, fior di dolori! Oh Fato... oh Fato... oh Destino! Oh truce ischerno, oh Verbo dell’Inferno!... E l’ansia sale e grida e in rei furori ne sbatte l’ale! Vorrei che l’alba urlasse, come un corno, al quieto e nuovo giorno, ch’effondesse ‘l sentir d’un cor affranto a te ‘l mio pianto come un passero in strazio in su’ d’un orno cui ‘l sono va d’intorno, un Trovatore ascosto, un spirto in canto, il mio dolore, come l’acqua alle pozze or sfa l’atòmo e rivelato e domo, come ‘l nembo che ‘l Sole all’occhio svela e che rivela, come un bacio si giace al labbro d’uomo, un mellifluo unisòno, la rondinella al vento che s’inciela; e tu mia bella, e tu serena dama, e tu fanciulla e tu che vaghi al Nulla di questo core ansioso, e tu ninfea, rosa e orchidea, e tu... e tu e più non senti e pièta e in sulla mia addolorante culla, e tu in eterno fuggi, oh eterna Dea, e sempre ruggi! Vorrei ridirti ‘l Verbo or tanto ambìto, questo sognar smarrito, questo strazio che n’urla come un flauto acuto e incauto, vorrei invitarti all’Ebe d’un convìto, posarti un pegno al dito, vorrei tu fossi mia e nel senso lauto - sogni commossi - come l’ape alla rosa, e come ‘l vento che allegro soffia e a stento, come ‘l Cielo ne volle - e prodi e donne - come l’insonne n’ha d’uopo del dormir che viene lento, come al vespro ‘l spavento... vorrei baciar i lembi di tue gonne, vorrei allietar; e odo un brivido in core, un’ansia arcana dolce e gentil mattana, mi lacera, mi piega... m’assassina, non so, è una spina, lo spiro è ansioso e mesto, è l’aura insana, e tu mi se’ lontana... sempre Notte... la temo... mai mattina a queste grotte, e n’ho paüra e temo, ecco ‘l tramonto la fine d’un racconto che d’Amor ne discorre, ma è incompiuto e son perduto, eternamente bianco ‘l foglio, e affronto questo deserto, e pronto non sono a questa Sorte, a questo muto cor di Tempesta, e l’umide pupille al sonno intendo, rido... o al pianto m’arrendo?... e vorrei dirti ancora quel che ignori, tutti i miei ardori, quel che vorresti udire e quel che attendo, quel che vuoi odiare; e rendo quel che tacer giuravo, i miei stridori e ‘l mio dolèr, vorrei ridarti al core quel che sprezzi, le lagne, e i canti e i vezzi, quel che tanto lamenti, quel che taci detti fugaci, quel che brami allorquando ‘l ciel carezzi, i sentimenti grezzi, quel che sai e che ne fremi, forse i baci, o forse i lai... E tanto al Ciel pregai! Melanconicamente e dolce e inquieto, vorrei amarti e per sempre, oh core lieto! E fuggi? E cosa fai?... M’imporrai nuovamente ‘l vil silenzio, un muto labbro e affranto n’è d’assenzio, e non dicesti: «Mai!»... Quel Sentimento ho ancora in mezzo al core, pietà... pietà che t’amo... Oh immenso Amore!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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