Naufraghi
Giovanni Monopoli
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Nei mari tempestosi della vita l’errare,
negli oceani con le sue furie acclamare il fato
tra le onde inferocite dal vento rapite
per abbandonare le vele nel finale strappo
giungendo tra le maree a destinar triste fine.
Lamenti lontani s’odono negli oscuri orizzonti,
il maestro albero è lì inclinato dalla disavventura
balla, recita forse l’ultimo respiro, anela, celati albori
in balia dei marosi ad inondare infreddoliti cuori.
Bellicosi frangenti sbattono sulla fragile chiglia
su passi di tempo, in pericolosi dondolii di gracile nave
alla mercé resta dell’infimo, nautico cammino
non rimane che abbandonarla in solitaria confusione
all’ormai suo peregrinare infinito tormento.
I flutti circondano, sballottano imbarcazione
la meta non è vicina, la disperazione invade
la speranza resta nell’animo di smarriti naufraghi
mentre le correnti spingono forte tra i travagli:
Lungo è il peregrinare tra le saline gocce del destino!
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Giovanni Monopoli
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