Trapasso
Daniela Dessì
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Di freddo marmo
vestirai gli umili resti
preservati dal saccheggio
devastante del tempo predatore
che spazza con furia
vite stravolte
dagli uragani violenti
abbattutisi
sui nudi e tremolanti fuscelli
sradicati dal suolo,
radici divelte
tranciate di netto
dalla falce ardente del sole
imperituro,
la debole vista
non potrà sostenere
l'accecante suo abbaglio,
lampo splendente
che rifulge negli occhi
ottenebrati dalla morte.
Inaridiscono foglie
secche d'autunno
stracciate dal vento
nella stagione sfiorita
dell'esistenza in declino,
boccioli spezzati
senza più stelo
s'afflosciano,
su sgualcito tappeto
risuona il calpestio
monotono
dei passanti taciturni
lungo il sentiero desolato
offuscato dall'oblio
della dimenticanza,
ombre indolenti
transitano
oltre il lugubre cancello,
sospese
in un raggio di luce eterno
sospiranti
ai piedi della beata croce
implorano misericordia.
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli17 settembre 2014
sensazioni ben verseggiate... l'emozione dell'Autrice è viva in questi intensi versi

