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Ribellione 16 settembre 2014 · lettura 1 min · 2763 letture

Nell’onda

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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T’ascolto, quando la mente mia non vuole più nel tempo d’un istinto inadeguato, cinto al cuore Quando torni: ti sento, trasfusionale essenza, passato primitivo sottratto al dolore dell’impotenza, nodo d’amore sfortunato e dunque; tutto ti affido mentre annego in questa vita Vita maledetta, dove non respiro, persa fra le sue ombre preda di flutti acuminati, aspre voci che distolgono dallo schiarire d’astri caduti sulla terra, stratificati, acerbi e sconsolati, senza più scie Silenzio d’onda, spente le stelle.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (6)

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Annamaria Barone16 settembre 2014

è un silenzio senza consolazione né pace quello descritto, è un silenzio che invade ed inonda, annegando la mente, poesia che si legge d'un fiato, ma poi hai bisogno di tornarci, con lentezza, per assaporarne ogni meravigliosa metafora

Alberto De Matteis16 settembre 2014

Immagini crude ma tanto efficaci, dove noto grande sofferenza per una vita in cui si ode solo il silenzio dell'onda mentre le stelle non brillano più.

Intensa e dolorosa descrizione di un'assenza - presenza che con il suo andarsene senza un motivo, lascia lo sgomento e la profonda tristezza di colei che rimane e attende invano.

Giacomo Scimonelli17 settembre 2014

versi che sento sulla pelle... un'introspezione che inonda il cuore del lettore ...impossibile non immedesimarsi tra queste intense e originali metafore

Luigi Arcopinto18 settembre 2014

Orde di silenzio impongono all'anima di constatare il buio che l'avvolge in momenti di profonda depressione. Momenti in cui i ricordi trascendono in bisogni trasfusionali: scorci di rammaricate e dolorose perdite affettive. Ora, aldilà dell'evocativa incisività del testo, che si insinua sotto pelle strattonando l'anima, c'è da dire che ho apprezzato molto la scelta stilistica della chiusa. Infatti, una volta ultimata la lettura di questo verso, si ha come la sensazione che la poesia debba continuare, pur se quest'ultima rimane quasi "sospesa". Un espediente, a mio avviso, che si addice perfettamente alla semantica del testo e che lascia al lettore un senso di "assenza ciclica" analogo alla ciclicità alternata dei momenti della vita.

Paola Galli22 settembre 2014

è intima e scava fino in fondo! momenti di buio e dolore che tingono di scuro a volte i nostri abiti! del resto il dolore è parte integrante della nostra esistenza ed è impossibile distaccarsene completamente! di tanto in tanto lo sentiamo con più intensità, ed allora tutto ci sembra sfiorire!