Rekishi
Diletta Morani
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Così accadde che le nuvole restarono nuvole
e i tuoi sorrisi furono sparsi dal vento
sapendo che sarebbero fioriti
in qualche giardino non più segreto.
E così mi inventai un amore straordinario,
sotto cui poterti nascondere,
e non farti prendere freddo,
e non ricordarti.
A cui scrivere lettere d'amore
da lasciare chiuse nei cassetti,
o da svelare alla luna.
Con cui inventare viaggi straordinari
all'eterno inseguimento dei suoi occhi,
che chissà per quanto continueranno
ad assomigliare ai tuoi.
Mentre adesso attendo il disgelo
ancor prima che inizi l'inverno,
attendo i fiori, che nascono sempre,
sopra tutto quello che muore.
Così accadde che passò la tempesta
a svellere radici,
ma trovò soltanto l'edera più tenace.
Resisteva ancora,
legata ai muri che ho dentro,
al rovescio del cielo,
al rovescio di tutti quei giorni,
in cui non ho chiesto nemmeno un'occasione,
ma solo, pietà.
E le nuvole sono rimaste nuvole...
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L'autore
Diletta Morani
Commenti (1)
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B
Barba25 settembre 2014
Un impeto che mi ha colpito, per la sua intensità, e per alcuni passaggi molto belli "attendo i fiori, che nascono sempre/ sopra tutto quello che muore"
