Estremità

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C'è una terra promessa, una foresta antica dove i sogni nidificano e si sentono protetti dal fogliame. Ne sentiamo il richiamo, come un'ancestrale memoria che qualcuno o qualcosa ci ha seminato dentro. E si ascolta il vento, e si interroga il cielo. In questa altezza che ci fa sopravvivere, ci da speranza. Hanno piccole ali i passeri, ma una resistenza che altri uccelli non posseggono per superare l'inverno.
La leggi e ti chiedi anche tu come lettore: " dove sono gli alberi?". Mah, forse sono in noi, o forse, siamo noi gli alberi, rami son le nostre braccia, protese verso la vita o a congiunger mani in segno di preghiera... Molto bella e suggestiva.
Dall'alto di sterili, freddi lampioni come stanchi passeri non voliamo, osserviamo in modo sgomento la vita scorrere sotto, monotona e povera d'ossigeno, quasi un dirsi "beh, tutto qui?"...senso opprimente di dilatazione del tempo che fugge sprecato nel surrogato respiro incolore che inquina dentro... una macchia di grigio si espande mentre il verde muore


