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Riflessioni 18 settembre 2014 · lettura 1 min · 3904 letture

Estremità

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Sono le distanze, che rendono interminabile il giorno precipitando in finzioni estatiche di noia Come i passeri sui lampioni, osserviamo il vento con lo sgomento di una vertigine che sposta senza rami, senza foglie; sul selciato solo polvere e la distanza dell’altezza, mentre la luce s’espande Dove sono gli alberi?
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (3)

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santo aiello18 settembre 2014

C'è una terra promessa, una foresta antica dove i sogni nidificano e si sentono protetti dal fogliame. Ne sentiamo il richiamo, come un'ancestrale memoria che qualcuno o qualcosa ci ha seminato dentro. E si ascolta il vento, e si interroga il cielo. In questa altezza che ci fa sopravvivere, ci da speranza. Hanno piccole ali i passeri, ma una resistenza che altri uccelli non posseggono per superare l'inverno.

Bruno Leopardi18 settembre 2014

La leggi e ti chiedi anche tu come lettore: " dove sono gli alberi?". Mah, forse sono in noi, o forse, siamo noi gli alberi, rami son le nostre braccia, protese verso la vita o a congiunger mani in segno di preghiera... Molto bella e suggestiva.

Carla Colombo19 settembre 2014

Dall'alto di sterili, freddi lampioni come stanchi passeri non voliamo, osserviamo in modo sgomento la vita scorrere sotto, monotona e povera d'ossigeno, quasi un dirsi "beh, tutto qui?"...senso opprimente di dilatazione del tempo che fugge sprecato nel surrogato respiro incolore che inquina dentro... una macchia di grigio si espande mentre il verde muore