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Riflessioni 19 settembre 2014 · lettura 3 min · 1489 letture

ROMA, ROMA, scrigno dei miei ricordi

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Città Eterna, Madre della Storia, famosa ed osannata in tutto il mondo, sei sempre visitata per la gloria che annoveri nel tempo. Vagabondo, io t’ho lasciata nell’età tardiva, ...da giovane, però, t’ho vezzeggiata con la mia musa dolce ed espressiva, ...ti meritavi ogni mia “ballata”! Dei miei natali, tu sei proprietaria, purtroppo oggi vivo un po’ lontano, ma i miei ricordi sono come l’aria, non posso farne a meno, è disumano! ...La gioventù passata con gli amici, il primo amore e insieme ad Antonella le corse al mare, i giorni più felici, la vita, allora, ... era troppo bella! Io sono nato giù, in periferia, ma molto spesso andavo a visitare i monumenti ricchi di magia: dal Colosseo, al grandioso Altare, la Cappella Sistina, il Palatino, ...giravo nella Chiesa di San Pietro, salivo sino all’ultimo gradino la scala della Cupola, e dal retro uscivo sul balcone e con gaiezza sentivo il cuore gonfio ed orgoglioso di starmene lassù, a quell’altezza, con l’animo appagato, e assai curioso miravo un panorama eccezionale, il Tevere sembrava un gran serpente che si snodava in modo naturale, tagliando la Città magistralmente. Dall’alto della Cupola ammiravo il Campidoglio, Trinità dei Monti, la Fontana di Trevi e t’invidiavo pei tanti monumenti ed i tramonti ... ...Ma tutto ciò fa parte del passato, adesso vivo solo di ricordi, purtroppo, sono un vecchio pensionato, i desideri ai viaggi ... sono sordi! La sera me ne sto sulla poltrona ed ogni volta sul telegiornale, se mi fanno veder Piazza Navona, Palazzo Chigi, oppure, il Quirinale mi prende come ... un magone in gola, mi manca Roma con il suo folclore, le passeggiate, ... il tempo della scuola, le corse in moto al Divino Amore, le partite di calcio al Don Orione. Il sabato si andava in pizzeria e, poi, in discoteca, da marpione, per rimorchiare in mezzo all’allegria. Peccato non riviver quelle scene vissute in mezzo ai vicoli di Roma, la guerra, i partigiani, fame e pene, la gioia nel ricevere il diploma. Mi manca tanto il derby Roma- Lazio, l’Olimpico strapieno di tifosi, del calcio, poi, non mi sentivo sazio! ...Ricordi, veramente, favolosi! Mi mancano le gite fuori porta, Pasquetta e Ferragosto all’aria aperta, le pagnottelle e il vino con la torta ..., ...adesso vivo fuori, ... sto in trasferta! ... Ormai non mi rimane che guardare la solita TV ch'è sempre invasa da problemi politici a scialare ..., ...però, mi porta Roma ... dentro casa! .
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Il nome di Antonella riportato all'interno del testo è di pura fantasia, essendo la titolare della vicenda, purtroppo, deceduta da poco tempo. Faceva parte dei ricordi della mia vita passata in quel di Roma, i versi sono l'espressione più viva della mia gioventù lontana.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (6)

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Ventola raffaele19 settembre 2014

Poesia dai versi nostalgici per una città bellissima di cui l'autore ha molti ricordi vividi seppur lontani. Complimenti veramente bella!

Donato Leo19 settembre 2014

Quanta nostalgia emergono da questi versi, scritti tra l'altro in modo magistrale.

Enrico Baiocchi19 settembre 2014

E già, chi è nato e vissuto a Roma difficilmente riesce a farne a meno, in questo tour l'autore è riuscito a dare già un'idea di ciò che offre la città eterna, quella vista dal terrazzo del "cuppolone" è qualcosa che ti strega e ti possiede per sempre, il cuore franco e generoso della città penetra nell'anima, sì, probabilmente sono di parte ma condivido in toto questi versi caldi, melodiosi nonostante la malinconia e la nostalgia cantata dall'autore.

carla composto19 settembre 2014

complimenti una bella dedica alla citta eterna... la mia città ... l'autore in questi versi che la porta a conoscere con descrizioni bellissime e vere...

Carla Colombo19 settembre 2014

Quando si arriva a Roma da un'altra città si sente un respiro diverso, forte, tutto è permeato di storia, mentre si cammina si sente sotto i piedi la vita passata, il concetto di "Patria" è concentrato all'ennesima potenza... Un bellissimo omaggio alla nostra Capitale tracciato con dovizia di particolari e descrizione dei punti strategici imperdibili per gustare quel soffio d'eternità unico!

Azar Rudif20 settembre 2014

Ogni volta che arrivo a Roma si sente la grandezza della storia che ancora la domina. Forse, è l'unica città dove mi piacerebbe vivere e questi versi me ne convincono ancor di più