L'Albero Secolare
Immobile,
preda degli eventi
come sguardi che
intercorrono un bacio.
Impassibile,
radicato a terra.
Vedo amanti che scambiano lusinghe
Artiglieri che fan guerra.
Come un saggio
Celo la storia del mondo
Ma nessuno chiede nulla
Poiché nulla è il loro giorno.
L’umano mi spaventa,
ama la sua donna
ma si perde mentre cerca
di macellare carne fresca.
In ogni segmento d’eterno
Ho pensato e preso appunti
Ho soluzioni per l’amplesso
Tecniche belliche per farabutti.
Vincolato in questo bosco,
oramai discarica di corpi
su cui ha sgorgato sangue
e lacrime dagli occhi.
Vi vedo ormai libri aperti
In biblioteche dal basso rango,
facili da leggere
e sempre proni al misfatto.
Se mai diverrò carta,
cibo a menti di quattro scimmie
non impartirò ciò che voglio
ma ciò che mi tinge.
E mentre fantastico
Sulle pecore del gregge
A breve cambierà tutto
Avrò casa in mezzo al niente.
Intorno a me panchine,
comizi e discorsi vuoti.
Cementificato
Come ricordi di vecchi amori.
Ma a cosa serve
Farsi problemi su altre specie?
Scannatevi a vicenda
Perdete ogni speme.
©
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