Lettera
Patrizia Ensoli
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Ho sorpreso la sera a parlare d'amore
Attraverso le ombre riflesse sui muri, ho scrutato i contorni
ricollocando volti, e mi è parso sentirne perfino le voci
Felice e lieta, la fuggevole luce fissava: che strano, sembrava reale
Dal sonno disciolsi i ricordi più cari...
- Ho sentito l'odore, del Ginepro – la via
Dalla strada osservavo, al di là del cancello
la tua ninna nanna ha risvegliato il dolore
nella veglia la colpa, l'innocenza il perdono
e vince l'affetto nella nuova sequenza
Non ti scordar di me, pellegrina di oggi
- di quei fili di nido, che mi porto nel cuore.
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Commenti (2)
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Anna Maria Scamarda20 settembre 2014
Sarà la predisposizione d'animo del lettore, talvolta, a percepire la pacatezza dei versi, intrisa d'una dolce malinconia... quasi a udirne la voce. Che snoda una sequenza d'iimmagini poetiche evocativamente belle. Come fossero una soffice ninna nanna per i ricordi del cuore. Molto piaciuta.
rita iacobone21 settembre 2014
Quel ricordo affettuoso che porta veramente ai fili di nido che si trattengono nel cuore, solo per noi, per farci prima un po' male e poi trarne un serena accettazione della perdita di qualcuno che ci è stato tanto caro.


