Di notte
Patrizia Ensoli
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S’imbellano gli occhi ondeggiando viziosi
nel riflesso specchiato dove fingon le ombre
mischiando nel nero la cera di un lume
Ed io che ho confuso i colori: il negativo nell’aria
illuminando le tenebre di steli, l’oro falso del giorno
Senza sguardi la notte: manifeste le forme.
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Commenti (1)
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Luigi Arcopinto23 settembre 2014
Metafore attente che pongono le basi di un ermetismo appena accennato. Ho letto molteplici potenzialità in questo scritto che si presenta quasi come uno scemare di pensieri che vanno sparendo verso la fine: amara constatazione del riverbero di una verità perduta. Inoltre, trovo interessante l'espediente di interporre un unico punto alla fine della poesia, quasi a voler accentuare un'unico flusso di pensiero. Tuttavia, l'unico mio appunto si rivolge proprio all'interposizione delle cesure. In effetti, la virgola posta nella mezzeria del primo verso spezza in modo inaspettato il flusso della lettura. Infatti, questo verso, risulterebbe molto più scorrevole e di facile interpretazione se quella virgola fosse debellata dallo scritto.

