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Sociale 27 settembre 2014 · lettura 2 min · 1120 letture

Uomini d'autunno

Andrea Mantello 89 poesie pubblicate
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E' quasi sera e il sole s'adagia sull'orizzonte come pure Josè, su uno scoglio di speranza. Ha la mente nel blu, tra le onde spumose e i piedi nella sabbia africana, umida e sporca. Cosa rimane d'una triste e vuota esistenza solo odore di fumo ed esplosioni lontane, solo ricordi sconnessi e proiettili vaganti... E nel cielo terso, si perde il suo pensiero. Forse oggi è già domani, in una realtà così ostile dove ogni attimo porta con se il peso della fine, dove la vita non conta e il dolore diventa abitudine, dove anche le foglie non s'arrendono all'autunno. E' un'umanità che ha perso il valore in una terra così buia e ostile dove per un niente già si muore e l'uomo brama potere e crudeltà. Cala la notte sui barconi in lontananza partono sogni, lanciati verso l'orizzonte... E trasportati dalle onde del destino sembra quasi semplice chiudere gli occhi e sognare. Quanta semplicità nelle vite di questi uomini che non conoscono l'inutile di cui noi viviamo, che non conoscono il disprezzo che abbiamo nel cuore... eppure nelle nostre rive trovano l'alba d'una nuova primavera. E sorridono, con gli occhi accecati dal dolore con l'anima annegata in quelle acque assassine e la tremula speranza in un futuro migliore... E' vita anche per loro, che sono uomini come noi.
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Troppo spesso inseguiamo l'inutile e viviamo vite intere in ambizioni senza senso. La semplicità di voler vivere, della lotta che alcune persone devono combattere ogni giorno solo per assicurarsi questo diritto, dovrebbe farci riflettere su ciò che conta davvero. Nome di fantasia.

L'autore
Andrea Mantello
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Commenti (2)

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Antonio Terracciano27 settembre 2014

Mi è molto piaciuta questa poesia, che coglie bene i pensieri dei migranti che cercano di sbarcare da noi in vista di un futuro migliore. E per futuro migliore non intendono l'accumulazione di ricchezze (come forse fu per i nostri emigranti in America cent'anni fa), ma soltanto condizioni di vita un po' più umane. E' vero, i sorrisi che ci fanno quando li incontriamo per strada, quando lasciamo loro qualche monetina, sono così disarmanti da farci riflettere su ciò che noi (incapaci ormai di fare quei sorrisi) siamo diventati. E la poesia contiene un insegnamento morale: finiamola di lamentarci per il mancato conseguimento di qualche vano obiettivo, ed impariamo da loro la bellezza della semplicità della vita!

Annamaria Gennaioli27 settembre 2014

Bella nella sua drammatica realtà, l'utopia di una vita migliore, un diritto di essere alla pari di tutti gli uomini del mondo, ma questa sarà per sempre una realtà sconfinata dove giace la dignità umana e sopravvive la brutalità dell'egoismo... Buon pomeriggio... complimenti una lirica di spessore morale.