Temporale agostano
Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno
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Poesia che dipinge, cogliendo ogni tratto del paesaggio... ritmo impeccabile, elegante il lessico. Graditissima opera.
In agosto le improvvise burrasche rabbuiano l'animo di tanti che vedono, con amara sorpresa, le loro ferie rovinate. Versi chiari e sciolti che colorano le immagini con sfumature un po' scure come le nuvole d' un cielo tempestoso. Bella poesia, apprezzata.
Proprio vero, la gragnola d'agosto distrugge l'orto, la vigna ed altro. Ma l'acqua d'agosto porta mosto ed olio nel magazzino del coltivatore. Non sarà contento il turista che farà ritorno a casa senza essersi abbronzato.
Un tempo mutevole e birichino che distrugge il lavoro... e le speranze dell'uomo che attende inconsapevole, l'ignoto che si snoda tra le pagine dei giorni! Molto bella e realista ...piaciuta assai, una scorrevolezza che è come musica d'accompagnamento... grazie!
Una stagione incostante e birichina, che ha fatto trepidare il cuore di contadini e passanti, pescatori e villeggianti, che l'autore ha saputo ben descrivere; uno scenario meteorologico sicuramente più consono al periodo corrente ... Bella lirica, in versi sciolti, che ho molto apprezzato per stile e contenuto.
Una rappresentazione di un temporale d'estate inopportuno e dannoso ove l'autore si sofferma, con le sue acute capacità poetiche e versi sciolti, sui disagi ed anche sulle ricadute economiche che questo clima un po' pazzerello di anno in anno continua a replicare.
Sensazioni del momento che lasciano un forte amaro in bocca per la violenza con la quale da un po’ di tempo a questa parte siamo costretti a sopportare a causa di cambiamenti del clima che non fanno certo piacere.
Molto bella con versi che si leggono tutti d'un fiato descrive il tempo e i danni e gli scontenti in varie situazioni. Personalmente ogni volta che sento parlare del tempo e dello scontento ho come un ritorno. Sento dentro me, il fatto che infondo, tutto questo, siamo noi che l'abbiamo voluto. Una sorta di senso di colpa. Il tempo è cambiato e siamo stati noi a volerlo e ancora non si fa abbastanza nonostante lo si sappia molto bene. Molto molto piaciuto il verso "che senza ombrello si bagna le tasche".
Questo susseguirsi rapido d'immagini e situazioni diverse sotto lo stesso cielo in una stagione è un po' il fotogramma della vita intera; l'ho visto da qui, da quest'anno lo di un'estate mia stanza, in un giorno di Settembre mentre il resto del mondo fa altro.








