Come una conchiglia vuota
massimo turbi
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il sapore inatteso
delle cose perdute
nel sentirmi tutto mancante
come una conchiglia vuota
abbandonata sulle rive
eppure essere pieni
di memorie di mari
solcati dalle emozioni
ogni volta migrando verso sud
dove il cuore chiama
con voce tremante
tra le crepe d'argilla
e le mani vuote
con i palmi rivolte verso l'alto
chiedere clemenza
alle radici dei sospiri
di prendermi con se
innalzandomi nel ventre tuo
accenderò l'amore
con le mie pupille
che cercheranno le tue
cedendo alle grazie esaltanti
nel viverti al centro del mondo
dove nacqui tra gli abbracci
di un amore capace
di consolare la dura roccia
levigata dall'acqua del candore tuo
senza respiro
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massimo turbi
Commenti (1)
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Antonella1728 settembre 2014
Accendere l'amore e sentirlo sulla pelle come sola ed unica strada e fine. lirica dolcissima

