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Riflessioni 30 settembre 2014 · lettura 1 min · 2926 letture

Prigione

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Sbarre alla finestra e, per pranzare solo minestra. A colazione latte e caffè e, per chi vuole un po’ di the. Due ore d’aria nel recintato cortile, c’è chi passeggia, chi calcia il pallone, c’è pure chi è stato un grande coglione. Quando la sera si fa imminente pronta è la cena, pasta bollente! Quando vien notte tutti a dormire. Quando vien l’alba suona la sveglia e, con monotonia la vita non sembra più bella. Quando si sconta la pena inflitta il più delle volte è una sconfitta. E’ il sistema che mai non cambia che fa venire il mal di pancia. A chi lavora grondando sudore senza rubare nemmeno parole. Che la condanna sia di monito per imparare a gustare la vita e, lavorare con tanta passione senza scansare la dura fatica.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (6)

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Massimiliano Moresco30 settembre 2014

Ho sempre pensato che il carcere fosse una sconfitta, per l'uomo e per la società tutta. Dovrebbe essere Una rieducazione, in realtà quando un uomo esce spesso è peggio di prima. Ottima riflessione.

Alberto De Matteis30 settembre 2014

Possa veramente quella condanna essere di monito per tutti quelli che in qualche modo hanno sbagliato. Bella e piaciuta la chiusa, che vuole essere un insegnamento.

Berta Biagini30 settembre 2014

A volte è difficile credere che un uomo o una donna possa sopravvivere a simile pena – il desiderio di redimersi non dovrebbe mai mancare, un aiuto per sopportare lunghi giorni di detenzione in attesa di “rivedere la luce”.

Catia Dinoni30 settembre 2014

Apprezzata per contenuto questa lirica, il sistema carcerario dovrebbe essere rivisto oggi giorno, troppo scempio sotto gli occhi, scontare i propri sbagli è giusto, ma almeno sia dignitoso farlo, come pretendere di rieducare una persona alla società se poi il sistema stesso fallisce? Bravo l'autore a trattare un tema attualissimo.

Francesco Scolaro1 ottobre 2014

...che sia veramente di monito e che al contempo abbia la capacità di redimere dai mali che attanagliano la società ove c'è chi si rompe la schiena per un misero salario e chi scialacqua e magari meriterebbe di stare "dentro". Chi sbaglia deve pagare, ma non è sempre così. Ottima riflessione

carla composto4 ottobre 2014

anche in questa bella poesia ... un monito a chi troppo spesso sbaglia... sono con l'autore ...spesso ci vorrebbero pene più severe...