Prigione
Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno
Commenti (6)
Ho sempre pensato che il carcere fosse una sconfitta, per l'uomo e per la società tutta. Dovrebbe essere Una rieducazione, in realtà quando un uomo esce spesso è peggio di prima. Ottima riflessione.
Possa veramente quella condanna essere di monito per tutti quelli che in qualche modo hanno sbagliato. Bella e piaciuta la chiusa, che vuole essere un insegnamento.
A volte è difficile credere che un uomo o una donna possa sopravvivere a simile pena – il desiderio di redimersi non dovrebbe mai mancare, un aiuto per sopportare lunghi giorni di detenzione in attesa di “rivedere la luce”.
Apprezzata per contenuto questa lirica, il sistema carcerario dovrebbe essere rivisto oggi giorno, troppo scempio sotto gli occhi, scontare i propri sbagli è giusto, ma almeno sia dignitoso farlo, come pretendere di rieducare una persona alla società se poi il sistema stesso fallisce? Bravo l'autore a trattare un tema attualissimo.
...che sia veramente di monito e che al contempo abbia la capacità di redimere dai mali che attanagliano la società ove c'è chi si rompe la schiena per un misero salario e chi scialacqua e magari meriterebbe di stare "dentro". Chi sbaglia deve pagare, ma non è sempre così. Ottima riflessione
anche in questa bella poesia ... un monito a chi troppo spesso sbaglia... sono con l'autore ...spesso ci vorrebbero pene più severe...






