Via Margutta
carla vercelli
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Un taglio sbieco di luce
e un cono d’ombra
sulla vite e sui gerani
pendenti dai loft.
Mi volto e non ci sei,
hai fotografato la targhetta di Fellini
e precedi le mie curiosità
filtrato da un cross processing
nel nostro ultimo ciack.
Ti cerco qui
tra un foulard annodato al collo
e un’ocra rossa di travertino
mentre Roma abbozza un sogno
d’autunno e di tramonto.
Vienimi a cercare qui
quando ti pervaderà
la nostalgia d’un colore nuovo
che non hai saputo creare.
Ci disseteremo insieme
alla Fontana delle Arti
e, se non mi precedi o segui
ma staremo a fianco,
forse insieme scopriremo
anche il mistero degli oleandri.
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
Commenti (1)
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Francesco Scolaro1 ottobre 2014
L'arte di questa poesia è equamente paragonabile a quanto di artistico esprime la rinomata via Margutta; piccola via intrisa di arte e creatività meta indiscussa per ogni visitatore.

