Come il vento
Paride Giangiacomi
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Passeggio per i vicoli della mia città
Col naso all’insù,
con l’orecchio teso
a carpire i suoni,
a memorizzare i colori;
assaporo i rumori,
la piacevole sinfonia del vento
che perquisisce, pudicamente,
i Landroni, la Torre della Rotonda,
lo Sperone, le mura invincibili
che pur lasciandosi accarezzare
timidamente, ma con fierezza
arrossiscono al sole del tramonto.
Di tanto in tanto
riscopro una via, una piazza, un vicolo
e me ne ricolmo i sensi,
cerco di imbrigliare il vento
per farmelo amico,
per divenire suo compagno di viaggio,
per conoscere il suo destino,
per scoprire dove va a morire
al termine del suo peregrinare
così come vorrei conoscere il mio...
e rinascere, quasi come un primo refolo di vento,
sbarazzino,
che bisbiglia filastrocche buffe
ai portoni, alle finestre, ai tetti della mia città...
©
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Paride Giangiacomi
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