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Introspezione 1 ottobre 2014 · lettura 1 min · 1874 letture

Come il vento

Paride Giangiacomi 276 poesie pubblicate
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Passeggio per i vicoli della mia città Col naso all’insù, con l’orecchio teso a carpire i suoni, a memorizzare i colori; assaporo i rumori, la piacevole sinfonia del vento che perquisisce, pudicamente, i Landroni, la Torre della Rotonda, lo Sperone, le mura invincibili che pur lasciandosi accarezzare timidamente, ma con fierezza arrossiscono al sole del tramonto. Di tanto in tanto riscopro una via, una piazza, un vicolo e me ne ricolmo i sensi, cerco di imbrigliare il vento per farmelo amico, per divenire suo compagno di viaggio, per conoscere il suo destino, per scoprire dove va a morire al termine del suo peregrinare così come vorrei conoscere il mio... e rinascere, quasi come un primo refolo di vento, sbarazzino, che bisbiglia filastrocche buffe ai portoni, alle finestre, ai tetti della mia città...
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Corinaldo vanta la cinta muraria meglio conservata delle Marche, diversi tratti risalenti all'anno 1367; al calar del sole, il mattone arrossisce al tramonto, donando un aspetto meraviglioso e caldo; a volte succede che il vento impertinente lambisce e accarezzi le mura, una volta pressoché inviolabili.

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Paride Giangiacomi
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