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Impressioni 2 ottobre 2014 · lettura 3 min · 1358 letture

Una rimpatriata con il cuore in gola

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Da tempo sono un vecchio pensionato che lotta tutti i giorni coi malanni, stamani ho preso il treno e sono andato al mio paese, ... dopo cinquant’anni! Non c’ero più tornato perché preso dai troppi avvenimenti della vita, sinceramente non sentivo il peso dei bei ricordi di un’età smarrita. Avevo una famiglia, il mio lavoro, pensavo ai figli a farli maturare, vivevo in modo onesto nel decoro e non ho mai pensato di viaggiare! La decisione è giunta all’improvviso, dettata dalla noia del presente, così pensando ... mi son poi deciso di ritornar laggiù tra la mia gente! Appena sono sceso giù dal treno ho visto una magnifica stazione, non c’era più, a lato, quel terreno laddove giocavamo col pallone. Gli avevano cambiato i connotati, aiuole con i fiori a dritta e a manca, cartelli di spettacoli sui lati con la sala d’aspetto tutto bianca. Un senso di sorpresa assai profonda ... Mi sono avviato verso il centro e in piazza ho visto un uomo e una fanciulla bionda che assomigliava tanto a una ragazza ... Mi sono avvicinato e ho chiesto l’ora, però quell’uomo m’ha riconosciuto dicendomi: “Francesco Baltimora?” Gli ho risposto: “Lei è Benvenuto, quel ragazzone biondo con gli occhiali, ma diamoci del tu per l’amicizia che abbiamo condiviso solidali nel corso dell’età della delizia! ” Guardando la nipote le ho chiesto: “Lei rassomiglia tanto alla Roberta! ” “La nonna è morta” disse con un gesto ... da farmi rimanere a bocca aperta! La nonna era ... la mia fidanzata che Benvenuto, furbo, mi ha sottratto (ed in seguito lui se l’è sposata) ... la nipotina ... era il suo ritratto! Ci siamo salutati e sono andato a riveder la vecchia trattoria, laddove da ragazzo ho lavorato facendo il cameriere. Per la via guardavo le villette dei signori, qualcuna con piscina e parco- giochi, non c’eran più le case dei pastori, saranno stati vivi ancora in pochi! La trattoria non c’era ed al suo posto faceva bella mostra un ristorante, la cosa mi ha lasciato un po’ indisposto in quanto mi sentivo assai ingombrante in quel paese. C’era un’altra vita, la gioventù, gli amici ed i ricordi, facevan parte di un’età finita, i miei pensieri ... erano discordi. Guardavo tanta gente passeggiare, dei vecchi non vedevo più nessuno! E quella strana voglia di tornare ... m’è parso un desiderio inopportuno! Ho preso il treno con il cuore in gola e mentre ripartiva, appena fuori, dal finestrino ho visto la mia scuola ristrutturata ... e ornata di colori ... ...... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... E’ il tempo che cancella ogni passato, ...si vive del presente che a sua volta diventerà pian piano più antiquato ... ed è così per tutti ogni qualvolta! .
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Il tempo inesorabile cammina, ce ne accorgiamo solo quando siamo vecchi e allora viviamo di ricordi che ci fanno compagnia. E' il tempo che guida la vita col suo inarrestabile moto perpetuo, e noi veniamo presi in questi ingranaggi che ci spingono di anno in anno, finché ...

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (4)

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andrea sergi2 ottobre 2014

il tempo, tutto cambia con il tempo anche se non credo sempre in meglio, anche le città in cui viviamo cambiano ma noi non ci facciamo caso, molto bella e reale questa tua, complimenti.

Sara Acireale2 ottobre 2014

Dopo mezzo secolo, andare al paese natio con la mente piena di ricordi. È una tristezza trovare tutto cambiato ma il tempo, inesorabilmente, scorre e tutto trasforma... Bella e evocativa questa lirica

Patrizia Cosenza2 ottobre 2014

bello mi hai fatto fare un giro in quel paesino e respirato l'aria antica di quel vivere ormai lontano, ma sempre nei nostri cuori di esseri che non torneranno più a vivere come un tempo ... ma vivere di ricordi . quello si bravo come sempre emozionante

Enrico Baiocchi2 ottobre 2014

Mi domando spesso, quando leggo con emozione, liriche piene di ricordi, scritte da autori che, come me, hanno probabilmente più anni alle spalle che davanti, quanto in effetti siano cambiati quei luoghi che vivono nella nostra memoria, o quanto invece sia cambiato il nostro modo di osservarli, di recepirne l'essenza, e mi convinco sempre di più che siamo noi ad essere incapaci di aggiornare il nostro "sistema operativo", perché consideriamo quasi sempre il nostro passato migliore del futuro, (al di là dell'ineluttabile), e purtroppo, la società che stiamo lasciando ai nostri figli, fa di tutto per avallare questa convinzione. Lirica molto coinvolgente e condivisa, oltre che ben stilata.