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Amore 3 ottobre 2014 · lettura 1 min · 1986 letture

Marosi

Umberto De Vita 311 poesie pubblicate
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Talvolta ho indugiato a carpire i tuoi segreti che come fredda polena celi al mio cospetto riflessa sulle onde. I marosi sciabordano e spazzano l’esiguo legno, l’onda si sfa’ in mille gocce ed ogni squama si sperde. Vorrei che questi cirri sospinti dal grecale fossero messaggeri d’amore per blandire in parte il tuo rigore. Sommergi l’orgoglio tra i flutti, discendi dal piedistallo; e vedrai il dolce sereno che si trastulla abbacinandosi nell’estasi con noncuranza.
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Questa poesia è nata sognando e pensando il mare, ed anche alle polene che usavano mettere sulla prora delle imbarcazioni credo fino all'ottocento. Insieme al mare ho intravisto una donna, forse la mia donna che ho descritto quasi come una rivale.29 gennaio 2015
L'autore
Umberto De Vita

Sono nato a Messina ma vivo a Firenze da una vita, tanto che non so più se devo considerarmi siciliano o toscano. Ho scritto la mia prima poesia all’età di 17 anni e non ho più smesso. Sono stato premiato e/o segnalato in alcuni concorsi nazionali. Mie poesie sono state incluse in alcune antologie. Nel 2012 è stata ins

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Commenti (2)

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Elena Poldan3 ottobre 2014

Interessante ed efficace la raffigurazione simbolica della nave, nell'esortazione e sciogliersi come gocce, lasciandosi andare... sembra quasi una richiesta a lasciarsi amare.

carla vercelli26 gennaio 2015

Ci sono due elementi a me molto cari in questa poesia, la figura della "polena" come un simbolo femminile e sensuale e quella del "cirro messaggero d'amore" e di sereno. Il tutto in una poesia che scorre molto fluida e compatta nello sviluppo delle immagini e delle metafore sino alla bellissima chiusa "dolce sereno che si trastulla/ abbacinandosi nell'estasi/ con noncuranza". L'aggiunta del complemento di modo "con noncuranza" rende appieno il significato della poesia come un invito alla naturalezza dell'amore. Molto bella ed apprezzata.