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Satira 5 ottobre 2014 · lettura 1 min · 1878 letture

I poeti a una dimensione

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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E’ così breve vita sulla terra che una sola esistenza non ci basta per zigzagar fra cose che vorremmo, e che spesso otteniamo con la penna. Però c’è anche, a volte, tra chi scrive, qualcuno che si bea di condizione in cui si trova oppure s’è trovato, e che non cambierebbe con un’altra: carabinieri, preti ed insegnanti tessono lodi a quella propria Patria, lodi alla Chiesa od alle Educazioni, anche quando in pensione se ne vanno. Sono poeti ad una dimensione che, se un giorno rinascere potessero, senz’altro sceglierebbero di nuovo di viver stessa vita un’altra volta. Non sanno che si scrivono poesie, frequentemente e forse soprattutto, per dare spazio, almeno sulla carta, a un altro od a più io rimasti in ombra. Invece d’esser letto, il loro nome, in tutte le possibili accezioni, par che svanisca, e che diventi solo: prete, carabiniere od insegnante.
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Ho conosciuto alcune di queste persone (ed altre ce ne sono, diversamente monotematiche), peraltro degnissime, ma forse soltanto con la patina dell’artista. Il titolo della composizione riecheggia quello di una famosa opera del filosofo tedesco- americano Herbert Marcuse, "L’uomo a una dimensione" .

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Martino Riccardi5 ottobre 2014

Come diceva Sartre alla fine anche la libertà è una condizione che ci "cristallizza": desideriamo, sogniamo e facciamo le nostre scelte, ma alla fine siamo vincolati ad esse, formando la nostra persona. Triste dirlo ma anche ciò che odiamo e critichiamo (da cui ci distacchiamo) forma il nostro carattere e non cambieremmo mai la nostra condizione e i nostri pensieri acquisiti con nient'altro al mondo. Non possiamo fare tutto: godiamoci ciò che siamo e apprezziamo tutto quello che facciamo. Bella

Azar Rudif5 ottobre 2014

Siamo ciò che abbiamo vissuto in una vita o in tante vite, ma spesso ci costruiamo un'immagine gradita agli altri o che speriamo sia gradita. Sono poche le persone che impongono il loro essere mancando di rispetto a ciò che sono ed a tutte le sfaccettature che la loro vita o le loro vite hanno costruito e modificato nel loro spirito. Per tali persone è più importante il giudizio degli altri e non il proprio eppure potrebbero riempire il mondo di cose fantastiche...

Alberto De Matteis5 ottobre 2014

Mi piace l'accostamento del titolo della poesia a quello del libro di H. Marcuse: L'uomo a una dimensione, quasi che, pur volendo e potendo spaziare, alcuni o troppi rimangono ancorati alle proprie idee, al proprio vissuto, senza la possibilità di cambiamento. Occorre invece avere la mente aperta alle varie dimensioni della vita, vederla a trecentosessantagradi per poterla dominare e non essere schiacciati dalle innumerevoli circostanze e situazioni. Non so perché,ma mi viene in mente una frase di S. Tommaso d'Aquino che diceva:"Timeo hominem unius libri"...ho paura di quell'uomo le cui idee derivano da un solo libro o da un solo autore. Comunque sia, la mia speranza è quella che ognuno di noi possa aprire le porte del proprio cuore a tutti.