Opportuna morte di un poeta
Il poeta è morto vivendo...
sulle guance porpora
-rese adatte dalla smania di deludere-
pullulano vaghi segni di viltà
il becchino
lui così compreso nel gettare terra
sputa e bestemmia lacrime inodori
la bara stantia come una rima persa
accoglie vermicelli guizzanti
gli astanti strappano libri mai letti
una farfallina striata
posa ali spente sullo stipite della ragione...
orsù poetantico
restaura il tuo sogno
incolla emozioni che gli altri vivono
appoggiati ad ogni sospiro
raccogli il gemito di chi non parla
fanne ventagli di falene pitturanti
sgomita
rincula
fuggi dal vivente
scheletrizzati su ogni battito
fanne cuori viaggianti...
il poeta non adorna la vita
ne irrora le suggestioni scarnificandole
muore sull'ultima virgola
resuscita su ogni foglio candido...
ora morirò
risorgerò ad ogni pensiero sorgente...
©
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L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
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