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Ribellione 7 ottobre 2014 · lettura 1 min · 5162 letture

Cerberi sui dorsi

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Non è semplice vivere in certi posti, quando un cappio preme la giugulare e stagna il sangue in cuore. Non é semplice vivere se nel petto ferito esplode l’eco d’un sepolto splendore. E, vacillando tra crepacci occulti, tirano avanti chini ridisegnando i giorni con coraggio in notturni tumulti di vite grevi e nel non breve viaggio sui labili confini. Versato dai trascorsi fulgido sangue sopra a logge alpine, dei cerberi sui dorsi i muti tetti sotto a vette albine. Alle spalle gli allori: il cielo è cupo sopra agli alti borghi, a valle, in freddi nidi, gracchiano gazze sopra ai tigli spogli. Accantonati i vecchi la bruciante sconfitta in quiete leggono respirando pochezza, piegati e amareggiati con occhi schiusi all’oltre si sorreggono... combattendo l’asprezza.
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Un tema a me caro, quello della desolante situazione in cui versano i piccoli centri montani ed in particolare quello degli anziani che sono lasciati soli... privi di servizi proprio quando, più d'altri avrebbero bisogno di sostegno.
versi endecasillabi e settenari.9 agosto 2015
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Duilio Martino
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Onorata di avermi letta, grazie! (Marinella Fois)

Grazie mille Duilio per l’apprezzamento. (Vivì)

E’ un piacere leggerti, cari saluti (Silvia De Angelis)

Pensieri sentiti e condivisi (Alessandro Sermenghi)

I miei complimenti (Alessandro Sermenghi)

Riletta con piacere Like (Francesco Rossi)

Riletta con piacere, Duilio (Giuseppe Mauro Maschiella)

Commenti (9)

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Francesco Rossi7 ottobre 2014

Il poeta usa una poetica di impatto, rivivo i racconti di mia madre e ne traggo conforto in questi bellissimi versi.

Azar Rudif8 ottobre 2014

Un paese antico, tra case e cose antiche e persone antiche che hanno fermato il loro tempo a ciò che è rimasto nelle loro anime indelebile e amato. Un'atmosfera decadente e di reminiscenze anche se dolorose pur sempre parte viva del mondo che in questi versi si descrive con una non celata nostalgia e sofferenza. Decisamente eccelsi versi espressi nel giusto stile che, a volte, sanno anche di antico. Non vecchio, ma antico sì. Vecchio è chi vive nel presente sentendo il peso del tempo passato. Antico è chi vive nel presente sentendosi sempre vivo e se stesso.

Giovanni Chianese9 ottobre 2014

Una lirica stupenda, perfetta alla regola, come si addice all'esimio autore, a esternare in forma ribelle il dolore occorso all'andare coi passi sul logorio delle case e mura di viottoli agresti, logorati dal tempo sotto vette del silenzio. Albori di un tempo lontano, quei borghi sotto il cielo terso dominante erte cime e valli, che a rivedere con languidi occhi scivolano come fotogrammi di lacrime. Alla luce di un moderno accantonare di antichi rupestri, prima brulicanti di un agresto splendore, ora sono solo sassi tra dirupi e vecchi stanchi arroccati a testimonianza di una sconfitta nel silenzio dell'abbandono.

Cinzia Gargiulo2 novembre 2014

Si legge e si rilegge questa lirica per assorbirne la profondità del contenuto e coglierne l'abilità tecnica con cui è stata stilata dall'autore che ne ha curato ogni singolo dettaglio. Apprezzatissima!

carla composto17 febbraio 2015

versi magistralmente stilati... ricordi di un vissuto lontano e nostalgico... stile unico del bravo poeta ilmio elogio

Splendida lirica sull’asprezza della vita. Versi potenti e originali. Molto apprezzata.

Marinella Fois31 gennaio 2020

Una poesia che emana aroma d’antico, quasi il tempo si fosse fermato sulle case e sui vicoli agresti. Molto apprezzata per stile e contenuto. Plauso all’autore!

Silvia De Angelis23 aprile 2020

Un poetare notevole, intinto in versi di valida stesura, che nel loro scorrere inducono il lettore, a profonde e significative riflessioni…. Lirica molto apprezzata

Alessandro Sermenghi31 gennaio 2021

Contenuti poetici in un tema sociale di ordine morale. Un avanzamento del progresso mai andato di pari passo, che va tralasciando particolarmente gli ambienti di vita provinciali, dove le uniche forze di mantenimento interne scarseggiano sempre più. Versi adatti e commisurati a questa piaga sociale.