Trottatore
Francesco Paolo
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Dammi la spinta, adesso;
ho le redini corte, l'umore già
scotto e una manciata di zoppi
rimorsi.
Trottatore, mi chiamavano;
segnavo al secondo gli slanci
più lunghi dello staffile teso.
Saltavo le balze alla netta
andatura, ed un ferro fregiato
nella pianta dei piedi.
Serve una spinta, adesso;
trotterello al tepore di un montante
di lana, la sella asservita a questioni
di schiena.
Eppure le corse, oh si, le corse;
vorrei un'altra volta provare a scattare
dall'ultima riga di una sera autunnale.
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