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Impressioni 9 ottobre 2014 · lettura 4 min · 1139 letture

Impressioni e Immagini d'Autunno

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Perennemente ‘l cielo impallidisce, e in sull’aspra mattina nel scialbo prato copre un po’ di brina che si marcisce, e nella sera ‘l nembo s’annerisce in sul Sol che declina, e da una stalla antica l’agnellina al fien vagisce; e la Notte che in ciel eterna ardisce ottenebra meschina la falba Luna in pianto, e malandrina la compatisce. Lugubremente cupo è l’orizzonte, e l’aër sembra un marmo sepolcrale: smorto come una pietra d’egro monte, truce e fatale; e nell’immenso e oscur cimiteriale dell’orbe brume e cieche e carche d’onte febbrilmente m’inquieto e al maëstrale piego la fronte. Così ‘l grigior de’i campi or privi d’onde all’occhio un pianto brama, e l’autunnale crepuscolo precoce è a questa fonte torvo e glaciale. Ma nel cor n’ho mestizia, e un turbamento che pronunziar non so crudel si lagna, e la mesta campagna un latrato mi par di cieco vento, e in sul muro mi duole ‘l muschio or spento che vanamente in pianto qui si bagna, e trista m’è la ragna che tessuta sen giace come argento. Alfin l’autunno giunge, e ‘l ciel di rame un tramonto funereo annunzia al core, la ghirlanda d’un nembo al bel fogliame che lento muore, e nell’eco si tòna ‘l cacciatore, e la quercia si sfiora e sente fame nell’etere stèril del tenebrore e nel suo ossame, e a me dianzi s’uccide un mìser stame, e ‘l folto rovo or n’ansima in pallore e codesta Natura veste infame di reo dolore; e intorno nubi more in cielo or truci stanno, e tristi e ferme sovra ‘l campo che muore e in gelo e inerme. Allor nel vespro io piango e l’affannoso sospiro a meta ignota volgo e insano - l’orizzonte feroce e tenebroso - e l’occhio mio sen va perfin lontano, e questo ciglio inquieto e lagrimoso come un fràgil fogliame appare vano, e vessata dal vento in ciel furioso la foglia ch’è caduta or prende in mano. Melanconicamente a queste piante giacciono foglie in lagna, e gialla e secca e rossa la campagna è a me davante, e ‘l tristo vento gelido e or soffiante di nebbie un rivo bagna, e lenta n’arrostisce la castagna al foco ansante, e l’occhio mio contempla e lagrimante nel gelo allor si stagna; e un cane ancor ne veggo alle calcagna d’un cervo urlante. Eppur è dolce e quieto questo mese, e i viäli ne son di stami adorni, e pur ignudi e stanchi al mio paëse son belli gli orni, e leggiadre le pievi e l’altre chiese, serenamente calmi or questi giorni - che fumano - i camini e l’aspre attese di caccia e i corni. Così sedendo inerme in sull’Arbogna i vol de’i corvi osservo e i campi mesti, e lentamente ascolto una zampogna a’ venti lesti, e in petto ‘l core ansioso or geme e sogna pria che la Luna in cielo ormai si desti, e son pensier molesti d’un volto in sogno ambrato che non muore, un nome... una fanciulla... un fior d’Amore!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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