L'attesa e la speranza

Il passato
lo ha divorato il tempo,
il non vivere sereni, risucchia
il presente; se non si ritorna
alla naturalezza, ingoia
il futuro.
Non è come
l'attesa, dove il tempo
viene sempre verso di loro;
la speranza, va sempre verso
il tempo, si riprende con
il silenzio.
Perché usare la
sua debolezza, in un agape
pensata; l’aiuto in amore è
fatica? Può restare nella sua
identità, che non spreghi il
fattibile della vita.
Lui il zolfanello? Lo
hai bagnato per metterlo alla
gogna o sotto l’ombrello; se il suo
dire era, non aspettare che tutto
brucia in torno, per disporre
il suo ritorno.
Nell’imbarazzo
c’è il capire, in questo suo
concesso, fu nell’approccio che
la chiamò amore; arido è il suo
parlare, perché reputare se
si vuole ripartire!
Si mancò e
si attraversò la delusione
e l'angoscia; perché lei è come
assente, era giusto farlo? Dio
più di una volta ... permise
l’incontro.
Non è finito
l’affanno, non si sfruttò
il momento; “Lui” li spingeva
verso il bel tempo, lei non lo
ha fatto, si può gioire di
questo?
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