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Amore 11 ottobre 2014 · lettura 5 min · 2540 letture

Una Bagatella

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Nella Notte m’urla ‘l cor, nel mesto duol, nel fiero duol, e nel petto n’ho dolor, come furor, come tremor, come tremor che sa d’Amor, pel dolce fior, pel suo mador, e nel sogno a lei tuttor ne spicco e al Sol un lento vôl. Inquieto or sono; ed io ne canto a costei. Insano or piango; e a Dio or imploro e a lei. Cara donna, quieto volto, io non gemo... io non lagno io non piango che per te, come al bosco orrendo e folto l’empio lupo, l’aspro ragno un latrato emana al ciel. Ti sogno e insano, e mia, oh rosa non sei! Fato ti porta or via da quest’occhi miei! Sento in core un molle spiro, Sentimento consacrato vanamente vola a te, una lagrima... un sospiro, core ambito, core amato come Iddio tra’i nembi, ‘l Ciel. Or rimembro ‘l vecchio maggio, tra le rose e l’ansie viole io men stavo che con te. Ma non dissi, fu ‘l coraggio debol dianzi a pie parole, mancò fede pur nel Ciel. Sono irrequieto, e mio mi resta ‘l Destin! Sono vessato, e gìö per vano cammin! Ti scorgo in sonno, e ria la Sorte or m’è! Questa maligna spia il senso per te! Oh Aloïsa! Oh Aloïsa! Oh Aloïsa!... Oh Aloïsa nel mio cor, v’è fiero duol, v’è solo duol, e nel sonno n’ho dolor, come terror, come d’orror, come d’orror che sa d’Amor, pel bel tuo fior, pel tuo chiaror, e nel sogno a te ed ognor ne spicco e al Sol un mesto vôl! E voi che udito avete or questo verso, perdonate se appar un po’ stonato, ma di pianto dassenno qui l’ho terso abbandonato. Infatti, in lagne io gemo e sono immerso, poiché sempre m’uccide un truce Fato. Ma di carmi gentili ‘l volto asperso n’ho, quello amato. Oh Aloïsa nel mio cor, v’è fiero duol, v’è solo duol, e nel sonno n’ho dolor, come terror, come d’orror, come d’orror che sa d’Amor, pel bel tuo fior, pel tuo chiaror, e nel sogno a te ed ognor ne spicco e al Sol un mesto vôl! Anche tu, oh sonno, ‘l dici, e qui ne tòna la bagatella lieta in la minore. Come ‘l Destino mio, una nota stona, un sol d’Amore. Ah che feci... ah che feci! Mi perdona, tel dissi ancora e dolce, oh donna in fiore!... Deh, lo supplico; e l’alma è mesta e prona, pietà: ‘l mio core! Nella Notte m’urla ‘l cor, nel mesto duol, nel fiero duol, e nel petto n’ho dolor, come furor, come tremor, come tremor che sa d’Amor, pel dolce fior, pel suo mador, e nel sogno a lei tuttor ne spicco e al Sol un lento vôl. Un dì mi salutasti, e io tacqui, e muto non ti scrutai nemmeno, ed or pel tuo gentil, pel tuo saluto eterno io peno. Che mestizia! Ti canto, in mano ‘l liuto - Destino di veleno! - ma ‘l Fato mi ripete in un baleno che t’ho perduto. Oh Aloïsa nel mio cor, v’è fiero duol, v’è solo duol, e nel sonno n’ho dolor, come terror, come d’orror, come d’orror che sa d’Amor, pel bel tuo fior, pel tuo chiaror, e nel sogno a te ed ognor ne spicco e al Sol un mesto vôl! Nel sogno e lentamente un’alma muore, perennemente in ansia, e al tuo cospetto s’impallidisce e tosto or come un fiore, muta di detto, e presto mi sovviene ‘l reo dolore, Fatalità crudel, crudel dispetto; e vanamente aspetto un bacio almeno - un solo - un sol singulto, ma questa desiänza è un sogno inulto! Nella Notte m’urla ‘l cor, nel mesto duol, nel fiero duol, e nel petto n’ho dolor, come furor, come tremor, come tremor che sa d’Amor, pel dolce fior, pel suo mador, e nel sogno a lei tuttor ne spicco e al Sol un lento vôl. Inquieto or sono; ed io ne canto a costei. Insano or piango; e a Dio or imploro e a lei. Ti sogno e insano, e mia, oh rosa non sei! Fato ti porta or via da quest’occhi miei! Sono irrequieto, e mio mi resta ‘l Destin! Sono vessato, e gìö per vano cammin! Ti scorgo in sonno, e ria la Sorte or m’è! Questa maligna spia il senso per te! Oh Aloïsa! Oh Aloïsa! Oh Aloïsa!... Oh Aloïsa nel mio cor, v’è fiero duol, v’è solo duol, e nel sonno n’ho dolor, come terror, come d’orror, come d’orror che sa d’Amor, pel bel tuo fior, pel tuo chiaror, e nel sogno a te ed ognor ne spicco e al Sol un mesto vôl! Oh Aloïsa!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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