Fango rimango

E l'acqua bussa alla mia porta
non tengo più niente
ma la sua vista mi sconforta.
Avranno fatto delle azioni,
flebile pensiero alle passate alluvioni,
non può accadere un'altra volta,
l'attività non è risorta.
Un grido, un frastuono,
in acqua un uomo,
l'orecchio occupato dal rumore del tuono.
L'occhio verso l'argine,
la vista non può tener sponda,
in un attimo il letto gronda.
Che ingiustizia è mai questa?
qualcuno risponda!
tutto si confonde dentro fangosa onda.
Implodon
vite, oggetti e speranze
in un unico sorso,
tabula rasa, sconfitte le stanze
Non vedo gioie e colori,
sola la casa,
grigi i muri, marroni gli ottoni.
Ma tengo ancor fiato,
tutto non può andar sprecato,
cos'altro mai la vita ha riservato?
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