La tua carne è lacera

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini
Commenti (17)
Una lirica molto accentuata nei versi e soprattutto nel contenuto. Parole uscite dal cuore di una autrice in difesa delle donne, sempre più martoriate, indifese, violentate, laddove la legge non ne difende i diritti sacrosanti del loro essere donne, ovvero sempre più vittime delle violenza maschile. Un grido di sofferenza e di malessere. Brava l'autrice che ha saputo entrare nei meandri del dolore con i suoi versi alquanto interessanti e profondi. Apprezzata. Segnalo.
Versi che vogliono far capire la gravità dell'argomento. ... incisivi e forti. Molto apprezzata. ... bellissima
Quando macchiano la tua intimità con la prepotente violenza ...nulla sarà come prima, quel fiume può lavare, mai abbastanza per poter dimenticare. è come se ti torturassero l'anima per lasciarla sanguinare piano piano... fino a morire dentro...!
Sono versi che colano sanguinanti ferite, fino a imprimere le mostruosità di balordi, che prima accarezzano per poi uccidere corpi e anime con gratuita violenza. Futili motivi sono l’innesco di belve accanite su delicate orchidee dell’Universo. Indifesi sono i visi d’angelo, che vile gestualità assorbono nel corpo del disumano carnefice. Quali leggi potranno mai punire fino all’osso questi protagonisti del terrore, purtroppo in molti casi, liberati prima di scontare la pena e a volte finiscono per completare il loro macabro progetto. Alla fine del triste romanzo non resta che il dolore nello sgomento di una società che chiede giustizia. Dura al punto giusto è questa lirica, che al ciel volge esternata interrogazione.
La tua anima! Te l'hai sentita calda e poi è fuggita... forse il suo sdegno per la violenza subita non può essere accettata da colei che vive se c'è libertà. Già il corpo le è troppo stretto ma il gesto infame non può che allontanarla da ciò che risulta tanto sgradevole. Bella poesia e l'ultima strofa l'ho apprezzata in particolar modo.
non c'e' acqua che lavi un'anima un cuore e un corpo violato da esseri infami e ignobili, le ferite si portano a vita, turbando la serenità e la fiducia. compl alla stupenda Poetessa.
lacerate nellla carne e nell'anima... segni indelebili che non si cancelleranno mai... il mio sincero elogio
La strade implorano i sensi, le orme riemergono sulla scempio che nascondono sotto la forma si annida tanta violenza che strazia l'umano nel suo io, la poetessa invasa dell anima vagante butta tra le righe la sua opera di tanto scempio subito.
pur nella sua crude realtà l'autrice ha sviscerato un problema che è una piaga e che ancora oggi affligge tante donne... bene a evidenziare con fermezza con questi splendidi versi pieni di rabbia ma con la speranza di un domani senza violenza
In questa struggente e toccante poesia par di vedere e sentire, con flebile ed implorante voce, quel corpo martoriato ed insanguinato, che mani sporche e vili hanno lacerato, e, con esso, anche l'anima, che, inorridita per tanta violenza subita, rimane con lo sguardo rivolto verso il cielo. Lirica che tocca le corde più profonde del cuore.
Ho letto questa poesia ed alla fine mi sono alzato in piedi in segno di rispetto nei confronti della nostra poetessa. Molto profonda ma anche lacerante e commovente. Una esposizione di un problema sempre più frequente. Quella chiusa laddove dice "Sei rimasta con lo sguardo rivolto al cielo" Per un solo momento ho pensato al volto della Madonna.
Dopo una violenza ci si sente lacerati nel corpo e nell'anima ed una parte di noi muore per sempre mentre resta l'orrore che segna per il resto della vita. Poesia intensa, ben rispondente al tema ed incisive le immagini usate.
Una lettura che non risparmia... feroce denuncia (come è giusto che sia) . Mi soffermo sull'ultima strofa, particolarmente forte, passa oltre lo schermo di chi legge... quell'anima che fugge, sembra quasi di avvertire quella dolorosa sensazione, un vero e proprio distacco dalla carne. C'è chi purtroppo per mano violenta perisce, e chi pur sopravvivendo ad un episodio di violenza, in seguito vive con rifiuto il proprio corpo, come se fosse ancora quel guardare il nemico con il terrore negli occhi... Potente lirica, difficile non rimanerne scossi.
Una donna oltraggiata per sopravvivere deve veramente lasciare libera l'anima, separarla dalla violenza sulla carne, per poi richiamarla a sè come pura consolatrice di speranza.
Lirica di altissimo valore sociale e civile, di vera, autentica e sentita indignazione contro la sempre più ricorrente ed assurda violenza contro le donne! Una violenza contro natura eppure sempre più dilagante. Speriamo che versi così veri e sentiti servano a curare questa orribile, virulenta piaga sociale che a volte ci fa vergognare di essere uomini tra uomini! Ma sono uomini questi beceri violenti? No, non lo sono, certo che non lo sono!
Una lirica che mette le mani nel sangue di un problema che purtroppo non troverà mai soluzione! Ma sono versi questi che "entrano"...ogni passaggio è sapientemente dosato, dettato da una "santa rabbia"...un'irrefrenabile propulsione atta a gridare al mondo "BASTA!!"
non è facile intervenire su questi toccanti versi dopo che gli amici e amiche che mi hanno preceduto hanno detto tanto... aggiungerei un plauso all'Autrice sempre in grado di coinvolgere il lettore e renderlo partecipe nelle proprie riflessioni... apprezzatissima e condivisa Poesia
















