"Il vento cade ancora"
Stefano Drakul Canepa
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E il vento cade ancora
prima dell'aurora
quando il buio sembra fermo
ed attende una parola
La prima luce soffia
un gelo che rimane, solo,
come su un altare
consumato dalle piogge
Gocce di dolore
sussurrate in un lamento
nel tempo del peccato
quando il sole non è giorno
E l'oscurità ritorna
a cullare il fiume
le poche danze di un rituale
sospeso fra la tenebra
E le vane promesse della sera.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Lina Sirianni15 ottobre 2014
Il silenzio della notte concilia il ritorno di molti "dolori"... Versi musicali e scorrevoli che lasciano in bocca un sapore amaro... Apprezzata
Catia Dinoni15 ottobre 2014
L'alternarsi di melodie portate dal vento, dove i versi ben si amalgamano nell'atmosfera velata di un antico dolore... promesse sospese, che ancora attendono sulla soglia della sera... bel verseggiare che fluido accompagna il lettore fino alla fine nell'incanto.


