Parlo con te

Gioivo nel
veder crescere la famiglia,
per loro ... ho voluto sempre il
meglio, la realtà era quella; c'era
saggezza; ora nessuno mi fa una
carezza; quando al vicino anziano
gli davo una mano, mi sentivo
un cristiano.
Ora sono un
fantasma quotidiano, il
tempo che ho trascorso con
voi, era l’espressione soave del
domani, ero l’asino sempre che
tu sognavi, il servizievole della
vicina; sorrisi? Sento solo
che grida.
Mi guardi
con quel sorrisetto,
come se fossi un peso; ho
avuto per te tanta pazienza,
ti camminavo sempre dietro;
una vita sempre insieme, e
ora mi privi del tuo
amore.
Dammi il
tempo, non guardarmi
in cagnesco; nell'evoluzione
dell'organismo, il cervello ruba
energia al corpo e mi dispero;
non mi consentono di tenere
il passo, gambe stanche,
come faccio.
Nella storia
del pensiero umano, a un
certo punto non riesco più a
ricordare o perdo il filo ... del
discorso, non ti innervosire; la
cosa importante è non fuggire,
non lasciarmi solo fino
alla fine.
La salvezza
è a metà strada, tra il
sogno e l’amore vero; sono
le linee guida del vangelo, il
donarsi è sempre il risveglio del
cuore, prima che io vado in
cielo, non mi dare questo
dolore.
Parlo con te;
quando non mi vedrai più,
ne sporco, e ne svestito; non
serve il ricordo, con il parente
o l’amico; essendo tu madre,
vedranno di cosa sei stata
capace.
©
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Commenti (1)
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Donato Leo17 ottobre 2014
Poesia molto vera. Spesso l'anziano viene ignorato ed abbandonato, forse perché sottrae tempo per essere accudito.
