Semel in anno
"Semel in anno licet insanire",
ma "rinsanire", invece, per chi, insano,
passa il resto dell’anno a fare e a dire
le cose che non vanno assai lontano:
per quelli che per fare dei tragitti
anche minimi, ogni volta abusano
di vettura, se no degli sconfitti
si sentono, se macchina non usano;
per quelli che ben muoversi non sanno
senza la compagnia di un cellulare,
che volentieri a quell’oggetto danno
valore di un amico o familiare;
per gente che si butta a capofitto
soltanto nel possesso dei denari,
che più non sa capire che il profitto
dai sentimenti è dato, veri e rari;
per coloro che invocano la lira,
ne vogliono il ritorno ad ogni costo,
che pensano sia giusta quella mira,
che non sia nell’Europa il nostro posto;
per quelli che partita di pallone
fanno durar l’intera settimana,
trasformando davvero in ossessione
passione che dovrebbe essere sana;
per quelli come me, che la poesia
frequentano con troppa assiduità,
pensando qualche volta ch’essa sia
superiore perfino alla realtà.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Cinzia Castellana23 ottobre 2014
ma che belle riflessioni fatte in metrica! Quanta verità nei tuoi versi ben espressi. Piaciuta e apprezzata. complimenti!
