Oblivion

Se extraviaron los sueños, de mí ya se perdieron
y la distancia inerte se convirtió en lóbrego invierno
tras las campanadas exaltadas que el tiempo hirieron,
ocultas dentro del caparazón de un viejo reloj eterno,
colgado, mudo, en la ventana que miraba el averno.
.
Se extraviaron... y el pensar suspiró su pena,
dentro de las líquidas perlas del llanto,
rasgando el corazón con herida plena,
cerrando los hangares a mis ojos, ahora sin encanto,
que son ya naves golpeadas en vuelo hacia el olvido,
presa del viento, sin ancla ni santo.
.
OBLIO
.
I miei sogni sono smarriti, da me ormai si son persi,
e la distanza inerte si mutò in tenebroso inverno
dopo i rintocchi esaltati che il tempo ha sommersi,
nascosti nel guscio d’un vecchio orologio eterno,
appeso, silente, alla finestra che scrutava l’abisso inferno.
.
Si sono smarriti... e il pensiero sospirò la sua pena,
dentro le liquide perle del pianto amaro,
lacerando il cuore con ferita piena,
chiudendo gli hangar ai miei occhi, ormai senza riparo,
che son navi percosse in volo verso l’oblio,
preda del vento, senza ancora né altare.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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