Magnificat Anima Mea
Massimiliano Zaino
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Maria n’andava al Tempio e in braccio aveva
il quieto bimbo partorito tra i fieni,
con il suo sposo al cesio fianco andava
a purificarsi e in mezzo ai sacerdoti,
e al vecchio prete in devozion diceva:
«L’anima e il cuore magnificano i Cieli,
e in Te n’esulta il mio spirto, oh Signore,
come nel mare il naufrago al lido è in gioia,
come una rosa che fiorisce in aprile,
perché hai guardato l’umiltà d’una donna,
e passeranno e i mesi e gli anni e i secoli,
mi chiameranno col nome di beäta,
come fu un giorno il tuo divin volere.
Eccelse gesta facesti, oh Onnipotente,
in me, fanciulla, che ti cullavo in seno,
e più di tutti è santo solo il tuo Nome:
per ogni Vita la tua Misericordia
sempre si stende, su quelli che ti temono.
Hai dispiegato la potenza creatrice,
hai sollevato le possenti montagne,
scender facesti l’acque dal Cielo immenso
e ci donasti la freschezza dei fiumi,
ci ricolmasti con il miele delle api
della dolcezza dell’eterno tuo Amore,
ci desti un Sole che è Vita del mattino,
la bianca Luna che è un faro nella sera,
e ci chiamasti nell’ovil dei tuoi pascoli,
e come un pastore che suona la zampogna
ci hai addormentato col sibilar del vento.
Hai camminato tra di noi e sull’impronte
dei nostri piedi che chissà dove erravano,
coi dolci fiori e col pianto dell’uva
Tu ci riempisti d’una gioïa che è immensa
che nessun altro può comprendere appieno,
e modellasti l’onde furiose e i mari,
e n’accendesti nel cielo l’alte stelle.
Hai fulminato i pensier dei superbi,
i loro cuori giacciono inceneriti,
hai rovesciato la viltà dei sovrani
dagli aurei scranni degli infamati troni,
e ne innalzasti i miseri e gli umìli,
hai dato il pane agli affamati che il chiesero,
e i ricchi infami impoveristi dell’oro;
e soccorresti la tua Patria, Israële,
poiché il tuo servo di Te si ricordò,
e come avevi fatto promessa ai padri,
ai nostri vecchi, ad Abramo e ai suoi Profeti,
e all’infinita discendenza che in Te
or si propaga come le stelle in cielo.
Hai dimostrato la tua Potenza ai saggi,
e confondesti gli intenti dei sovrani,
nei primogeniti, l’Egitto un dì punisti,
e n’annientasti la nullità dei prodi
che ci inseguivano nel cuore delle dune,
e apristi il mare, li facesti annegare
in vanagloria dei loro infami errori,
poiché lor desti parole di perdono,
poiché li amasti, ma lor non ascoltavano
e morir vollero nella tua Furia immensa,
poiché al perdono sputarono coi furti,
e ne squartavano gli innocenti e le madri,
poiché al tuo Amore i Numi preferirono
per quegli incensi che salivano dall’Erebo.
Hai un dì dischiuso il pensiero della Patria,
nel dolce olezzo del vento dell’Eufrate
l’arpa dorata pizzicasti sui salici,
parlasti al labbro dei miseri Profeti
di Babilonia e della sua gran miseria,
e fulminasti il bestemmiatore infame,
e ne infrangesti gli idoli degli stolti.
L’anima e il cuore magnificano i Cieli,
e in Te n’esulta il mio spirito, oh Signore!».
Gloria a Te, oh Padre, e al Figliuolo e al Santo Spirito,
ora e per sempre, e nei secoli dei secoli.
Amen
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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