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Amore 19 ottobre 2014 · lettura 2 min · 5162 letture

Promesse

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Perché i fiori si chiudono come ombre che temono la luna. Perché i rami, sembrano falangi di un autunno che teme di esser partorito. Si nascondono come luci, tra le siepi, senza abiti, senza dubbi né pensieri, ma sbattono le ali, minuscole, fine, di velina quasi appaiono. Perché non parlano le nuvole, non possono dare la loro testimonianza, non possono piangere le morti delle figlie del cielo, altrimenti di condanna saranno appagate, madri di stagioni dimesse, di colline dai colori di un rosso trascurato, inflitto, da un immacolato pianto di tuoni e di cipressi inclinati, e di noci flebili presenze dismesse. Punta di passi, come correnti calde tra le braccia del nord e dei venti, orme che l’acqua lascia la polvere sul lago, un percorso di falene in ritiro tra gli squarci di mezza luna calante, e di notte d’arancio tagliata a spicchio, d’albe ancora scure, tenaci, tenui e dure, come le carezze fredde delle regine delle paludi, tra un sorriso sciolto fra muschi ed alghe e dita – il sogno – d’opache livree. E... di un mucchio di promesse, l’invisibile evanescenza è indelebile alla fine della golena.
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Il dipinto, che accompagna la poesia, è una delle meravigliose creazioni dell'artista Jacek Yerka.

L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (1)

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Elle L19 ottobre 2014

tenaci, tenui e dure, come le carezze fredde  delle regine delle paludi,  tra un sorriso sciolto fra muschi  ed alghe e dita – il sogno – d’opache livree. promesse... mai per essere infrante, indelebili lì sul limite, pronte a farsi sommergere ma anche riemergere quando c'è bisogno che la presenza non sia evanescenza, ma "valore"...