Ballata triste dell’amor assassino
Alessandra Nateri Sangiovanni
20 poesie pubblicate
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Lungo le sponde di quel fiume
ho sepolto il mio cuore.
Lungo la riva di quel fiume
ho assassinato il mio amore.
Nel delirio ho segnato la fine
della mia triste amante
e di mia mano ho inciso l'ora
sulla pallida fronte.
Non c'è uomo che non sia crudele.
Ma io più d'ogni altro.
Con in mano il pugnale le ho sorriso
e una luce fredda negli occhi.
Mi accarezzava i capelli
ma non ho esitato a colpire.
Poi ho baciato quelle labbra ghiacciate
che ancora chiedevano -Perché?-
Una notte ho trascorso all'inferno
accanto al pugnale.
E una notte al paradiso
accanto al suo cadavere.
Quando poi è svanita la febbre
e la follia mi ha lasciato
mi accorsi d'esser solo
come non lo ero mai stato.
Strappai allora tutti i miei capelli
e mi bruciai gli occhi.
Ma ciò non valse a ridarmi quel cuore
Che io stesso avevo strappato al suo petto.
Così, chi per ultimo le aveva parlato
fermò in me ogni lacrima.
E -triste testimone di morte-
pianse il pugnale sulla nostra sorte.
©
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L'autore
Alessandra Nateri Sangiovanni
Scrivo versi dalla mia primissima adolescenza. Solo in età matura ho tirato "fuori dal cassetto" le mie numerose raccolte, pubblicandone alcune. Ma, al contempo, altre vanno crescendo: la poesia è un fiume inarrestabile!
Commenti (2)
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Francesco Rossi22 ottobre 2014
Mi è piaciuta per come la poetessa è riuscita a divincolarsi in espressioni personali su una canzone ascoltata molte volte.
D
D’Urso Marino19 novembre 2014
non c'è niente di più terrificante che la violenza assassina sulle donne anche se l'assassino si è pentito!

