Un altro giorno senza sole
Un altro giorno senza sole,
un'altra primavera senza fiori.
Dal ramo la primizia cade a terra già cariata.
Acque putride scorrono lente nel fiume della vita.
Occhi opachi osservano con indifferenza.
Non mi vedono!
Dolci poesie che parlan di morte
rimano il cadenzare del tempo che passa inutile,
mentre, dal cielo basso, cade una pioggia nera
che non lava le nostre colpe.
Danzate!
Vecchi scheletri si muovono su note senza gioia
di una canzone già sentita.
Rimpiangono ciò che è stato.
Sperano in ciò che forse verrà.
Il presente è solo un teschio dalle orbite vuote:
non vede quant’ è vano lottare!
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Commenti (2)
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Leaf20 giugno 2007
notturna, rabbiosa, forte, questa poesia del disincanto, della disillusione, del tempo che scorre, lasciando dietro sè una scia di vittime inconsapevoli.Bello, prezioso, oscuro, il linguaggio usato, a delinerare emozioni intense e coinvolgenti.Un ottimo esordio, certamente.
O
Oliviero Angelo Fuina20 giugno 2007
Delle tue due proposte odierne, al debutto, preferisco di gran lunga questa. E' più poesia per lessico e tono e miglior musicalità rispetto alla ”successiva” più prosaica e con molto meno afflato poetico nei toni svolti. A rileggerti.
