986 lettori online · 358.307 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Morte
Morte 23 ottobre 2014 · lettura 3 min · 1284 letture

Un Cimitero tra le Nebbie dell'Autunno

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
+ Segui
All’ombre de’i cipressi, e a’ crisantemi, e in tra le fitte brume e ‘l bosco estinto un cimitero giace, e d’anatèmi funerei è pinto, e pell’immenso spazio or vanno i gemiti infami degli spettri, e al verme avvinto un reprobo sen muore, e d’orbe spemi si tace intinto; e l’ignudo recinto or lamentevolmente piagne al vento, e semina furioso un reo tormento. Così vagando insano a queste pietre, e in cor di tante nebbie or le cappelle mi si mostran spettrali, e oscure e tetre, e l’ansie celle, e la putrida bara in mezzo all’etre, e al cenere funereo e all’ossea pelle, or l’estinto ne culla - in man le cetre - l’uom che si svelle; e le lapidi belle dell’innocente Morte stanno in pianto, abbandonate un giorno, in negro manto. Allor ansioso io tremo, e fuggo altrove, ma ovunque qui s’espande ‘l cimitero, e vagolando or premo a quest’alcòve, d’ossa ‘l sentiero, e dalla pieve in pietra in requie piove un sudore - l’estremo - a un fioco cero, e ‘l gufo ombroso canta e ne commuove il ciel ch’è nero; e lungi un monastero tra le brume ne scorgo e abbandonato, e cadente e tremendo e in torvo Fato. Forse calpesto un osso, e ‘l muto cenere, e ‘l sepolcro consunto e vecchio - e molto! - o forse solo ‘l volto di tante vene, e ‘l tallone ne premo a queste tenere ombre di Morte oscura e a un spirto assolto, dell’Inferno raccolto le triste pene; e mi mancan le lene, e ‘l recinto ne passo, e voglio uscire, ché quest’è insano mar di vil morire! Così di queste nebbie i rei cristalli sugli Angioli e le croci or grondan acque sul verme che si tacque per ossee valli, e secchi e fulvi e gialli or perdendo le foglie stanno gli orni a rimembrar a’i morti i spenti giorni; e delle cripte infami i vil coralli inondano di sonno or lui che giacque, or quando un giorno nacquero i morti balli. Oltre ‘l legno e la pietra e ‘l veglio trave, e al cancello che cade in ferro oscuro un nebuloso mar di tombe cave si sperde, e ‘l muro delle pievi si lagna, e i spirti e l’ave ombre cantan le nenie, e ‘l cielo è duro; e la nebbia è soäve, e febbrilmente copre l’orba croce, un sonnifero infame, e pio e feroce. Oh ignoti ossami al suol che vi rinserra, oh bave estreme, oh vermi, oh muffe, oh ragne, oh scheletri beffardi, oh negra terra, oh cupe lagne! Oh baciati da’i morbi e dalla guerra, oh avelli e torvi e mesti, oh ree campagne! E scorgo le montagne tra le fronti gentil dell’aspersorio, forse ancora cappelle, o ‘l Purgatorio; e ‘l vento m’accompagna fuor da questi sepolcri, al quieto bosco, e ‘l cielo tra le brume n’è men fosco, e in sur d’una castagna dolcemente ne premo e senza orrore, e più non volgo a scorger quel dolore!
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonella1723 ottobre 2014

Lirica come un dipinto di emozioni. Si susseguono immagini e sensazioni che aprono occhi su di un mondo incantato e poi reale. Piaciutissima