Sacrificio
Evanescente e lontana,
una pioggerella,
stipata nel silenzio
del perlescente scrigno
della tua bocca,
inumidisce
il polmone gonfio e irriverente.
Un musico declama
e riempie una botte di sogni,
colma di spiriti impudenti
e gioisce della più tetra salvezza,
di un imbrigliato stringersi della tua mano
e della grinfia solenne del tuo respiro.
Così bianca e pura e sana,
apparterrò al tuo regno
con la mia voluttà strappata,
al seme grigio e pungente,
al veleno scipito del tuo canto vitale.
Vedo la ritrosia dello specchio,
l’ergersi immacolato del tuo volto,
immortale tuo simbolo.
Fata incoronata, simbiosi,
e il ramo torto nel vino,
è il crepitare insoddisfatto dei sogni,
incerta mefitica nostalgia
dell’eterno e di ciò che non è.
©
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