Un Madrigale di Corte
Massimiliano Zaino
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In sogno atteso e insonne al vespro giacio,
e ora tepidamente volgo all’etra,
e membranze ne schiudo e voglio un bacio.
Alfin quest’ansia cura ne penètra
nel riposo del cor che tanto piagne,
e come un trovator n’ho in man la cetra.
Oh muliebre sognar, or queste lagne
a te in eterno vanno e antelucano
un nembo ‘l pianto copre in bianche ragne;
e taciturno ‘l ciel svela l’arcano
del spirto mio gemente in reo dolore,
e dolce ‘l tuo sorriso or gìa lontano.
Deh, sappilo oramai che in mezzo al core,
fanciulla, ne dischiudo un mar d’Amore.
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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