Silenzio amaro
Salvatore Testa
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Non di parole ma di suoni
a volte inferni,
brulicano fantasmi
come un mercato d’anime
raccontano memorie di vita
caduti un giorno d’un vile gesto
ove agli inferi risiede la fatal mano.
L’umana ira che offende
tracima incontenibile il veleno
quando ormai lontano è il senno
e di sangue si riempie l’odor nell’aria.
Donna
il tuo perire un vuoto
a quei figli tanto amati
da nefasti eventi traditi,
ora chiedono perché
a quel silenzio amaro.
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L'autore
Salvatore Testa
Commenti (3)
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Patrizia Ensoli25 ottobre 2014
Lirica sentita e profondamente assimilata elegante la forma, lieve il verso, dove il dolore nel perpetuare la morte dell'amore, dell'uguaglianza e del rispetto, è stato calibrato quasi a rendere quei secoli d'umiliazioni e di sangue. Molto, molto apprezzata!
Rosita Bottigliero25 ottobre 2014
Grande lirica sui sogni persi di una donna. Molto apprezzata
Sara Acireale30 ottobre 2014
Silenzio amaro, silenzio che duole e "urla" di dolore per un misfatto che non doveva perpetrarsi, per dei bambini che restano senza la loro mamma, perché (ancora una volta) è stata rubata una vita. Dovrebbero imparare alcuni uomini che l'amore non è possesso ma libertà d'amare, di vivere.



