Madre e figlia problemi in famiglia
La donna guardò a lungo la figliola
che dimostrava un certo cambiamento ...,
non era più la splendida Gigliola
d’un tempo, con un dolce atteggiamento ...,
adesso era scostante ed aggressiva!
Pensando che lei fosse dipendente
dal vizio della droga in comitiva
le chiese, in tono alquanto sofferente:
“Che cosa ti succede? Sei assente,
non parli più e sembri molto scossa!
Problemi a scuola? Sei già ripetente,
quest’anno devi essere promossa! ”
La figlia alzò lo sguardo sulla madre
e in modo fioco, disse: “Sono incinta,
non chiedermi però chi è suo padre,
perché la tua risposta andrà respinta!
In quanto non so proprio chi sia stato,
perché facevo sesso un po’ con tutti,
compagni in classe e amici al caseggiato,
ho avuto dei periodi assai brutti!
In casa non trovavo compiacenza,
entrambi i genitori a lavorare
e avevo tutti i giorni l’esigenza
d’aver qualcuno per poter ... parlare! ”
La donna restò lì pietrificata,
sentiva il gelo dentro le sue vene,
rispose tutta tesa ed arrabbiata:
“Ed il conforto te lo ha dato ... il pene?
Hai solo tredici anni, ... che puttana!
La colpa, poi, è di noi genitori,
ma io son sempre stata puritana,
tuo padre è un uomo pieno di valori
morali, siamo sempre stati onesti
e dèditi ai doveri coniugali,
i nostri pregi sono stati questi,
ci amiamo senza ‘grilli’ sessuali!
Che cosa fai mangiare al tuo bambino?
I sogni e le illusioni giovanili?
Ti vuoi per forza arrendere al destino?
Ci sono pure mezzi un poco ostili
per liberarti del problema in corso!
Sei piccola, sei solo adolescente,
la vita è lunga, è un critico percorso,
sei stata sciocca, stupida, incosciente!
Da quanti mesi hai le tue mancanze?
Sei oltre i requisiti della legge?
So già che fare in certe circostanze,
affidati a tua madre, ti protegge!
La strada dell’aborto è quella giusta,
non puoi gettare al vento la tua vita,
vedrai che tutto questo si riaggiusta,
è stata un’avventura ormai finita!
E l’Università che tu bramavi?
L’ufficio di avvocato al ‘Palazzaccio’?
E il bel marito che desideravi?
Non sono sogni che io ti rinfaccio
per torturarti, dico queste cose
per dimostrarti ciò che stai perdendo,
le mie parole non son velenose,
propongono un futuro più stupendo”.
Ci fu un silenzio lungo, riflessivo,
gli sguardi s’intrecciavano tra loro,
la ragazzina in tono più affettivo
riprese a dire: “Mamma io t’adoro,
...son due mancanze! Stammi sempre accanto,
ti prego, sto impazzendo di paura! ”
All’improvviso si disciolse in pianto,
sentiva che la vita era insicura!
La madre strinse dolcemente al petto
la sua bambina che chiedeva aiuto,
coprendola di coccole e di affetto
...e il dialogo tornò più risoluto.
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (1)
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Patrizia Cosenza29 ottobre 2014
Sono commossa con lacrime vere, molti toccante e vera, la solitudine dell'adolescenza credo che sia una solitudine che rimane nel profondo del cuore per sempre, certe volte noi genitori facciamo fatica a stare dietro a tutto, dobbuamo stare di piu con i nostri ragazzi e parlare molto, Bravo come sempre
