Infame
Grazia Bianco
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Con passi felpati venne il Destino
sorvolò dune e oasi
dolori e turbamenti
salpò su navi fantasmi
lasciò i remi
veleggiò su una vita fragile
invase grotte inesplose
cercò la luce... per la Libertà!
Dal futuro echeggiava una voce dominante
senza tono e amore
profondo dolore riemerge dal fondo del cuore
il mare resiste e tenta la fragile ed incerta vela...
Salgo sul podio della scena
attraggo il pubblico che respira voglioso
grido all'ombra sulla scia e ...accuso!
Giustizia per vivere
sorridere per amore
vivere per parlare
senza attendere morte e pene capitali...
Respiro e attendo
mi vesto e copro con un cilicio
sono donna e resto Donna
il cuore ferito ed infuocato
si veste di tela ruvida
catene ai polsi
cavigliere di ferro
urlo e m'imbarco sulla nave della sofferenza!
Infame... sono una Donna
...non carne da macero!
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Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Grazia Bianco
Mi piace scrivere..da molti anni riverso nelle parole i miei sentimenti e le mie emozioni..mia musa ..il mio adorato mare e l'Amore..quello che ci circonda ..quello che mi fa respirare..
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